La Lombardia chiede al governo che i ristoranti possano restare aperti fino alle 22. Il presidente Attilio Fontana e l'assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi hanno inviato una lettera formale al governo nella quale si chiede di prolungare fino all'ora del coprifuoco le attività di ristorazione.

In una nota i vertici di Regione Lombardia sottolineano l'importanza " che tale decisione venga presa al di là della crisi politica in atto" e ciò in relazione "alla situazione di estrema emergenza in cui versa un'intera categoria". Secondo Fontana e Guidesi, "alla luce dei dati dell'andamento epidemiologico, della campagna vaccinale ormai entrata nel vivo, nonché della necessità di scongiurare la crisi del settore dei pubblici esercizi" è necessario "estendere il periodo di attività fino alle ore 22". Infine, Fontana e Guidesi invitano il Governo a "intraprendere ogni utile azione affinché sia concesso al mondo della ristorazione questa ulteriore facoltà, nel rispetto, ovviamente, delle misure di contrasto e contenimento dell'epidemia".

In Lombardia è attesa la conferma della zona gialla per almeno un'altra settimana. La conferma arriverò dopo la consueta riunione del Comitato tecnico scientifico che, come ogni venerdì da inizio emergenza Covid, analizza il report prodotto dall'Istituto superiore di sanità in base ai dati forniti dalle regioni. Con la conferma della zona gialla i ristoranti e i bar possono restare aperti a pranzo e servire ai tavoli fino alle 18, ma in orario serale possono fare solo asporto o consegne a domicilio.

In favore della graduale riapertura serale dei ristoranti si era espresso espressa nei giorni scorsi dal viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. "Con il progredire della vaccinazione devono, e sottolineo devono, riaprire i ristoranti anche la sera, occorre far tornare le persone progressivamente alle proprie attività e a una nuova normalità".

La proposta trova consenso anche nell'opposizione al Pirellone. Il consigliere regionale Niccolò Carretta (Azione) commenta: "Mi sembra una proposta di assoluto buon senso, che non intacca gli orari di coprifuoco e che aiuterebbe non poco tutti i ristoratori lombardi, una delle categorie di imprenditori più colpita sin dal primo lockdown".