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Ispezione ministeriale al Commissariato Mecenate di Milano dopo il caso Cinturrino e l’omicidio di Rogoredo

È prevista, a stretto giro, un’ispezione ministeriale all’interno del Commissariato Mecenate di Milano, dopo che l’assistente capo Cinturrino ha sparato e ucciso un 28enne a Rogoredo.
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Il Commissariato Mecenate di Milano
Il Commissariato Mecenate di Milano

Era nell'aria da tempo e ora è in dirittura d'arrivo l'ispezione ministeriale al Commissariato Mecenate, di via Quintiliano 59, a Rogoredo (Milano), quello in cui Carmelo Cinturrino – assistente capo di Polizia in carcere dal 23 febbraio per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri del 26 gennaio – ha prestato servizio per oltre 20 anni. 

Secondo quanto si apprende – a seguito dell'omicidio di Rogoredo e del ‘caso Cinturrino' – il Dipartimento di Pubblica Sicurezza manderà a stretto giro suoi ispettori per effettuare accertamenti e verifiche sull'operato dell'intero Commissariato, in merito a atti, procedure e metodi portati avanti sia da semplici agenti sia da vertici. 

Un'ispezione questa che avverrà nell'ambito delle indagini della Procura di Milano – volte a far piena luce su quanto accaduto – che nelle ultime settimane si sono allargate dal singolo caso Cinturrino al Commissariato.

In questo contesto, mercoledì 4 marzo, Osvaldo Rocchi –  fino ad ora dirigente del Commissariato Mecenate di Milano – è stato trasferito e messo a disposizione della Questura. Al suo posto è arrivato Carmine Mele, che prende in mano la gestione del Commissariato proprio in una delle fasi più critiche e delicate. Con alle spalle una lunga esperienza alla Digos, Mele ha lasciato il Commissariato di Bonola – con competenza sulla zona di piazzale Selinunte e su quella dello stadio di San Siro – per approdare in quello di Mecenate.

Prima ancora, il 26 febbraio, dal Commissariato Mecenate erano stati invece trasferiti quattro agenti (3 uomini e una donna), coinvolti direttamente nel caso Cinturrino e indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso. Gli agenti sono stati assegnati a incarichi non operativi e spostati in sedi diverse rispetto al Commissariato dove svolgevano servizio.

Stando sempre a quanto di apprende, dall'inchiesta della Procura di Milano portata avanti in collaborazione con la Squadra Mobile della Polizia di Stato, c'è l'intenzione di procedere celermente nelle indagini, per arrivare il prima possibile a fare chiarezza su quanto accaduto e per capire se Cinturrino è "una mela marcia" oppure ci sono più persone coinvolte. Come ha detto il pm Giovanni Tarzia nella conferenza stampa del 23 febbraio (il giorno dell'arresto di Cinturrino) non verrà lasciato indietro niente e si indagherà a 360°.

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