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Ilaria Salis dalla detenzione all'elezione in Europa

Iniziato il processo a Budapest per Ilaria Salis: chiesti undici anni di carcere

La Procura di Budapest ha chiesto undici anni di carcere per Ilaria Salis, arrestata in Ungheria. La famiglia dell’insegnante brianzola ha spiegato che è trattenuta in condizioni disumane.
A cura di Ilaria Quattrone
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Ilaria Salis
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Nella giornata di oggi, lunedì 29 gennaio, è iniziato il processo nei confronti di Ilaria Salis. La docente di 39 anni era stata arrestata a febbraio in Ungheria perché accusata di aver aggredito alcuni neonazisti durante una manifestazione. La famiglia ha denunciato che la figlia è trattenuta in condizioni disumane. La donna è entrata in aula con le manette ai piedi e ai polsi, collegate a un cinturone posto in vita e a un altro che aveva al collo.

L'avvocato Losco: "Trascinata come un cane"

L'avvocato che difende Salis in Italia, Eugenio Losco, ha denunciato a Fanpage.it come sia stata "trascinata come un cane". La donna era accompagnata da alcuni agenti della polizia penitenziaria: "Erano energumeni, vestiti in tenuta anti-sommossa, tuta mimetica e un passamontagna per non farsi riconoscere. Questo può essere considerato un processo che si svolge in condizioni di normalità? In Italia una cosa simile non sarebbe ammissibile. La normativa europea inoltre prevede che l'imputato partecipi libero all’udienza e seduto vicino al difensore".

Per questo motivo, il legale ha chiesto un intervento immediato del Governo italiano affinché alla donna vengano concessi i domiciliari da scontare in Italia.

La Procura di Budapest ha chiesto undici anni di carcere

Sempre oggi la 39enne si è dichiarata non colpevole per i fatti contestati. Sulla base di quanto riferito dal giornale ungherese Magyar Nemzet, la Procura di Budapest ha chiesto ben undici anni di carcere. "Una richiesta che era già stata inserita nel rinvio a giudizio", spiega l'avvocato Losco: "Se Salis si fosse dichiarata colpevole, questa sarebbe stata la sua condanna".

La prossima udienza si svolgerà il 24 maggio. Nel frattempo sul caso dell'insegnante brianzola si è espresso anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Chiediamo al governo ungherese di vigilare e di intervenire affinché vengano rispettati i diritti, previsti dalle normative comunitarie, della cittadina italiana Ilaria Salis detenuta in attesa di giudizio", scrive su X.

Tajani, inoltre, ha dato disposizioni al segretario generale della Farnesina Riccardo Guariglia di convocare l'ambasciatore di Ungheria a Roma per un passo di protesta per le condizioni di detenzione di Salis. Domani, martedì 30 gennaio, l'ambasciatore d'Italia effettuerà un passo presso le autorità ungheresi.

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