"Indossare la mascherina o indossare il respiratore?". È questa una delle domande che fanno parte della nuova campagna di sensibilizzazione sul Coronavirus della Regione Lombardia. Una serie di domande provocatorie e "al limite" per mettere tutti i cittadini lombardi di fronte a quello che viene definito il "Covid dilemma". Cinque gli interrogativi posti ai cittadini attraverso la campagna, che verrà veicolata attraverso affissioni, spot televisivi e sul web nei prossimi giorni su tutto il territorio lombardo e non solo. Oltre a quella sui respiratori, si potrà leggere: "Lavarsi spesso le mani o lavarsene le mani?", "Essere negativi o negazionisti?", "Fermare il virus o fermare il sistema sanitario?" e infine "Evitare i luoghi affollati o affollare le terapie intensive?". Tutti gli interrogativi si concludono poi con il claim, sempre uguale: "La scelta è tua, ma le conseguenze riguardano tutti noi. Aiutaci a contenere la diffusione del Coronavirus, prima che sia troppo tardi".

Sui social reazioni contrastanti: non mancano accuse alla Regione

La Regione parla di una campagna "dai toni diretti ma non accusatori" rivolta a tutti i target, dai bambini agli anziani, che ha come obiettivo la corretta diffusione di informazioni utili ai cittadini: il rispetto di quelle misure – distanziamento sociale, igiene delle mani e utilizzo corretto delle mascherine per coprire naso e bocca – che ad oggi costituiscono l’unico modo per combattere il Covid-19 in attesa di un vaccino o delle promettenti terapie con anticorpi monoclonali. Il "Covid dilemma", che fa un po' il verso al documentario "The social dilemma" di cui si è molto discusso, è incentrato sul rapporto che lega la libertà individuale e i comportamenti dei singoli alla collettività e alla salute di tutti i cittadini. Le prime reazioni sui social sono di segno discordante: tanti quelli che parlano di messaggi fondati "sul senso di colpa e sulla paura", di una campagna di terrore che colpevolizza i cittadini. Sembrano in minoranza coloro che apprezzano il messaggio. E non manca chi accusa la Regione, la più colpita d'Italia, rispetto alla gestione della pandemia.