Incitamento a tagliarsi e ricatti a una coetanea su Telegram: le chat del 13enne che ha accoltellato la sua prof

Dalle chat Telegram del ragazzo di 13 anni – che ha accoltellato la sua professoressa di francese, Chiara Mocchi (57 anni), lungo il corridoio della scuola media Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario (Bergamo) lo scorso 25 marzo – emergono dettagli sconvolgenti.
Come riportato dal Corriere della Sera, il 13enne avrebbe incitato, via messaggio, una sua coetanea, residente in Polonia, a tagliarsi e a procurarsi autolesionismo. Poi l'avrebbe ricattata dicendole che se non avesse fatto come diceva lui, avrebbe svelato tutti i suoi segreti alla madre.
I due si erano conosciuti online e si scrivevano tramite Telegram. Avevano cominciato a messaggiare e molto probabilmente a confidarsi pensieri, segreti e angosce adolescenziali su cui i genitori erano tenuti all'oscuro. Se i primi messaggi potevano sembrare l'inizio di un'amicizia tra 13enni, ben presto la situazione è degenerata. Il ragazzino avrebbe assunto atteggiamenti sempre più aggressivi, incutendo paura e ansia nei confronti della nuova amica.
Quando lui avrebbe iniziato a ricattarla, lei non sapeva se credergli. E così, in preda ai dubbi, si sarebbe fatta coraggio e avrebbe parlato con la madre prima che lo facesse lui e poi si è cancellata dalla chat.
Chiuso il canale Telegram con il ‘manifesto' del 13enne
Intanto è stato chiuso il canale Telegram in cui il 13enne aveva pubblicato il ‘manifesto' intitolato ‘Soluzione finale' in cui di fatto anticipava che avrebbe accoltellato, con l'intenzione di uccidere, la sua insegnante di francese.
"Questo canale non può essere visualizzato perché ha violato i termini di servizio di Telegram", è la scritta che appare, e anche l'account del ragazzino è stato eliminato.
Il ‘manifesto' sarebbe stato messo per iscritto dal 13enne in un lungo messaggio, inviato su Telegram a un numero molto ristretto di persone. Inizia spiegando cosa intende per "soluzione perfetta" alle "ingiustizie" che riteneva di aver subito a scuola: "Ucciderò la mia insegnante di francese. Non è una scelta casuale, è mirata". Il ragazzino parla quindi del rapporto con la professoressa, che accusa di aver preso la parte dei compagni con cui aveva avuto delle discussioni nei giorni precedenti. Tra i vari punti indica come "goccia che ha fatto traboccare il vaso" la sua "diagnosi di Adhd". Secondo una confusa ricostruzione, sarebbe stata quella sua "difficoltà di attenzione" a costargli un voto basso nella materia: "Un sabotaggio".
Dove si trova ora il 13 enne e come sta la professoressa accoltellata
Adesso il tredicenne – fermato dopo aver accoltellato la sua professoressa – è stato portato in una struttura protetta (per la sua età non è imputabile). Lo ha stabilito la Procura per i minorenni di Brescia, competente anche per Bergamo e provincia.
Mentre le condizioni della professoressa di francese Chiara Mocchi, sono in continuo miglioramento. L'insegnante di 57 anni, di Berzo San Fermo, si trova in reparto all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dopo un intervento chirurgico e il ricovero in terapia intensiva. Al risveglio avrebbe affidato alcune parole al suo avvocato, Angelo Lino Murtas, che le ha messe per iscritto in una lunga lettera diffusa, in cui l'insegnante ha detto: "Tornerò in classe, tra i banchi, dove ho sempre sentito di appartenere. Tornerò a insegnare, a credere nei giovani, ad accompagnarli nei loro passi difficili. Perché nonostante tutto, insegnare resta il mio sogno, la mia vocazione, la mia gioia più grande".
La procuratrice Giuliana Tondina nel frattempo ha aperto due fascicoli: uno di natura penale, per ricostruire i fatti (le indagini sono affidate ai carabinieri di Bergamo), e l'altro civile per permettere di intervenire con provvedimenti di natura sociale nei confronti del minorenne.