Incidente mortale sul lavoro nel Bresciano: operaio cade da un ponteggio precipitando da oltre due metri

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L’incidente è avvenuto questa mattina in zona Cascina Solitaria a Gottolengo (Brescia). A perdere la vita un operaio di 52 anni.

Tragedia nel Bresciano. Un incidente mortale sul lavoro si è verificato nella mattinata di oggi, mercoledì 14 ottobre. Intorno alle 10.45 i sanitari del 118 sono intervenuti d'urgenza, in zona Cascina Solitaria a Gottolengo (Brescia), per soccorrere un operaio caduto a terra, da circa due metri di altezza, in fase di smontaggio di un'impalcatura. Purtroppo però, nonostante le tempestività, per l'uomo non c'è stato nulla da fare. I medici non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. A perdere la vita un uomo di 52 anni. 

Sul posto erano presenti un'automedica, un'ambulanza e un elicottero del 118, giunti in codice rosso e inviati da Areu (l'agenzia di emergenza urgenza della Lombardia). Allertati e presenti sul luogo dell'incidente anche i carabinieri di Brescia e gli operatori dell'ATS, l'Agenzia di Tutela della Salute di riferimento per il territorio, impegnati ora a cercare di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto.

I sanitari hanno prestato cure mediche anche a un operaio di 53 anni presente sul posto, ma non direttamente coinvolto nell'incidente. Non avrebbe riportato ferite gravi e per lui non è stato necessario il ricovero in ospedale. 

I casi di infortuni mortali sono in crescita come documentato dal sindacato Uil: in Lombardia 101 morti e oltre 75mila infortuni solo nei primi 8 mesi del 2026. 

Secondo gli ultimi dati INAIL relativi al periodo gennaio-agosto 2026, nella regione si sono già toccate le 101 denunce di infortunio con esito mortale (contro le 97 dello stesso periodo del 2025), di cui 76 avvenute direttamente in occasione di lavoro (+11,8%). Le denunce totali di infortunio crescono del +6,6%, superando quota 75.293, mentre le malattie professionali registrano un balzo dell'+8,2% con 3.556 casi.

"Siamo di fronte a una vera e propria emergenza sociale ed economica – dichiara il segretario generale UIL Lombardia Antonio Albrizio – che non può più essere affrontata con i soliti appelli di circostanza. Quando un lavoratore esce di casa e non vi fa ritorno perché le norme di sicurezza sono state scarificate sull'altare del profitto, della velocità e dei subappalti a cascata, non parliamo di una fatalità o di una tragica disgrazia, ma di un vero e proprio crimine".

"È arrivato il momento che la politica nazionale prenda atto di questa realtà e introduca nell'ordinamento il reato di omicidio sul lavoro. Servono sanzioni esemplari, una Procura nazionale dedicata e l'interdizione immediata dagli appalti pubblici per le aziende che non rispettano le tutele dei lavoratori. Nessun bilancio aziendale può valere una vita umana.»

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