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Inchiesta sull’urbanistica a Milano

Inchiesta urbanistica, Stefano Boeri a processo: “Presunti abusi edilizi sul progetto Bosconavigli a Milano”

Inizierà il prossimo 16 marzo il processo per l’archistar Stefano Boeri e altri sei accusati di abusi edilizi. Al centro il progetto extra lusso Bosconavigli a Milano.
A cura di Francesca Del Boca
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Inizierà il prossimo 16 marzo il processo per l'archistar Stefano Boeri e altri sei imputati indagati a vario titolo per lottizzazione abusiva e presunte irregolarità edilizie nel progetto Bosconavigli, il complesso residenziale extra lusso progettato da Stefano Boeri Architetti con Arassociati e Ag&p Greenscape nel quartiere di San Cristoforo a Milano. 

È quanto stabilito dalla giudice Giovanna Taricco, che ha recentemente accolto in pieno le motivazioni sostenute in aula dal pubblico ministero Paolo Filippini sulla piena responsabilità di personale del Comune, costruttori e progettisti. Tutte figure che, insieme, avrebbero consapevolmente sviluppato la struttura residenziale alta più di 40 metri e composta da 90 appartamenti senza disporre di un piano attuativo, necessario in casi come questo, con il fine di edificare più in fretta possibile e senza versare i dovuti oneri di urbanizzazione nelle casse pubbliche.

Così sono stati rinviati a giudizio tutti gli indagati al centro di uno dei fascicoli della Procura di Milano nella maxi inchiesta sull'urbanistica. A nulla, insomma, sono valse le richieste di proscioglimento degli avvocati dei cinque indagati con Boeri ovvero il progettista Giovanni Da Pozzo, il direttore dei lavori Stefano De Cerchio, l'ingegnere Marco Nolli, Alberto Viaroli e Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia e componente della Commissione per il paesaggio già coinvolto in altri filoni dell'inchiesta sull'urbanistica a Milano.

Stefano Boeri indagato in altri tre filoni dell'inchiesta urbanistica a Milano

Stefano Boeri, archistar celebre per il Bosco Verticale, risulta indagato in altri tre filoni dell’inchiesta che ha travolto ben 70 persone tra dirigenti comunali, architetti e progettisti, portando addirittura alle dimissioni dell'assessore all'Urbanistica Giancarlo Tancredi.

Per Boeri,  l'architetto Cino Zucchi e altre sei persone accusate a vario titolo di turbativa d'asta e false dichiarazioni è infatti fissata per il 16 gennaio l'udienza preliminare per il concorso della nuova Beic, la Biblioteca europea di informazione e cultura finanziata con fondi PNRR: stando a quanto ricostruito dall'inchiesta condotta dal nucleo di polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza e dalla Procura di Milano, i commissari del bando Boeri e Zucchi non avrebbero in questo caso dichiarato i presunti conflitti di interesse, anche accademici e professionali, che li legavano al team vincitore del concorso per la realizzazione della Beic. I due professionisti, inoltre, avrebbero avuto contatti preventivi con gli autori del progetto in questione.

Le chat di Boeri con il sindaco Sala

Boeri, infine, si trova indagato anche per induzione indebita per il caso P39 -Pirellino/Torre Botanica, realizzato con Coima di Manfredi Catella: un maxi piano di "riqualificazione" da tre miliardi di euro per un'area di 60mila metri quadrati in zona Porta Nuova/Gioia. Uno progetti finiti sotto la lente dei magistrati in particolare perché, secondo gli inquirenti che hanno intercettato varie chat tra costruttori, tecnici e politici (tra cui il sindaco Beppe Sala), si sarebbero registrate numerose pressioni per ottenere pareri favorevoli da parte della Commissione Paesaggio del Comune di Milano. "Domani ho conferimento in Commissione dopo due bocciature su progetto nuovo Bosco Verticale", è uno dei messaggi di Boeri a Sala, giugno 2023. "Marinoni sta sbagliando, e non solo con noi. Se insiste rischiamo rottura e ricorso Tar, e Catella che va sui giornali. Scusa ultima cosa crearti problemi, prendilo come un warning per domani… ciao".

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