Inchiesta urbanistica a Milano, il Tar si schiera contro i costruttori: “Il piano attuativo è fondamentale”

Il tribunale amministrativo regionale della Lombardia si è espresso sull'inchiesta urbanistica a Milano e più nello specifico sul cantiere di Piazza Trento-via Crema, che si trova in zona Porta Romana/Corso Lodi. I giudici, in una sentenza emessa il 20 gennaio che è stata depositata sul processo per abusi edilizi di Torre Milano in via Stresa, hanno specificato che il piano attuativo, che fa riferimento alle costruzione che sono più alte di 25 metri, "è un principio fondamentale" in materia di governo del territorio perché è una "garanzia dell'ordinato sviluppo urbano".
Facciamo un recap. Il cantiere su cui si è espresso il Tar è quello di Piazza Trento-via Crema dove doveva sorgere un edificio di sette piani – dove dovevano nascere ufficio e altre attività commerciali – sopra la demolizione di ruderi e immobili. Per questo cantiere, nel 2024 il Comune di Milano – a seguito delle inchieste sull'urbanistica – aveva imposto ai costruttori di utilizzare il piano attuativo. Questi avevano però presentato ricorso sostenendo che l'obbligo non fosse previsto dalla normativa regionale. La questione era quindi finita sul tavolo dei giudici del Tar della Lombardia che, dopo averla studiata attentamente, hanno dato torto ai costruttori. La necessità infatti prevista nell'ordinamento nazionale. E i giudici fanno riferimento a due leggi: quella urbanistica del 1942 e quella Ponte del 1967.
I giudici hanno poi spiegato che è fondamentale per garantire tutta una serie di servizi e spazi pubblici a chi poi quelle zone deve viverle. E questo, per i giudici Russo-Cozzi-Rossetti della II sezione del Tar, vale anche per zone con diverse opere di urbanizzazione come Porta Romana e Corso Lodi. Questo perché non è detto che vi siano tutti i servizi e spazi necessari per coloro che dovevano usufruire dell'immobile di via Crema.