L'effetto delle incertezze sul vaccino anti Covid di AstraZeneca si fa sentire anche in Lombardia, dove alcune persone prenotate rinunciano o non si presentano per la somministrazione. Lo ha spiegato Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e Sanità pubblica all'Università San Raffaele di Milano, membro del Comitato tecnico scientifico (Cts) regionale.

"In Lombardia abbiamo avuto il 15-16 per cento di mancate presentazioni alla somministrazione" di AstraZeneca, ha detto il docente universitario ai microfoni di SkyTg24. Che ricorda come il preparato anglo-svedese abbia "un livello di protezione dall'infezione più basso rispetto a Pfizer e Moderna, ma comunque protegge dalle forme gravi della malattia in modo simile agli altri vaccini" e quindi "i benefici sono molto superiori ai rischi".

A confermare le maggiori difficoltà a utilizzare il vaccino di AstraZeneca ci sono i dati sull'utilizzo delle scorte. Le dosi di Pfizer sono state sfruttate al 99 per cento (1.391.738 somministrate a fronte di 1.403.280 ricevute), quelle di Moderna al 51 per cento (108.346 inoculate su 210.400 arrivate, con numeri assoluti molto inferiori a quelli degli altri due prodotti) mentre l'utilizzo di AstraZeneca è al 50 per cento, con 328.527 dosi sfruttate su 661.500 consegnate.

La carenza di dosi Pfizer si fa sentire in questi giorni, con l'apertura dei centri vaccinali agli anziani anche senza prenotazione. Una cinquantina di over 80, ancora in attesa di essere immunizzati, si sono presentati al centro per anziani Auser di Voghera (Pavia), ma loro attesa è risultata vana, perché a un certo punto mancavano le dosi e sono stati rimandati a casa. Lo ha denunciato Giuseppe Villani, consigliere regionale pavese del Pd.