Il video in cui il poliziotto Cinturrino chiede della droga a un ragazzo in un market: “Se la trovi, dalla a me”

"Se la trovi, se trovi la droga… dalla a me". A parlare è Carmelo Cinturrino, l'assistente capo di polizia in carcere dallo scorso 23 febbraio per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, il 28enne ucciso con un colpo di pistola alla testa durante un'operazione antidroga in via Giuseppe Impastato, al limitare del "bosco della droga" di Rogoredo.
Sono all'incirca le 14:00 del 7 maggio 2024 quando il poliziotto viene ripreso da una delle telecamere del "Grande Market" di Piazzale Gabriele Rosa. Nelle immagini, trasmesse dal programma televisivo Chi l’ha visto?, si vede Cinturrino entrare nel locale per fermare un ragazzo. "La metti da parte, io domani mattina vengo e me la dai", si sente dire a una voce fuori campo. Subito dopo si vede Cinturrino tra gli scaffali rivolgersi al giovane: "Se trovi la droga dalla a me".
Otto mesi dopo il fatto, il giudice assolve il ragazzo fermato dall'assistente capo di polizia: non ci sono prove che permettano di attribuire a lui la droga rinvenuta all'interno del market. È a quel punto che, però, il giudice dispone la trasmissione degli atti alla procura per valutare "condotte penalmente rilevanti" nei confronti di Cinturrino. Questo perché sarebbero emerse "numerose affermazioni che non coincidono con quanto si può invece vedere dalle immagini delle telecamere di sorveglianza". Così, la procura di Milano ha aperto un fascicolo per falso ideologico a carico del poliziotto.
Gli sviluppi sull'omicidio a Rogoredo
Le immagini del market e le incongruenze tra le dichiarazioni dell'assistente capo e quanto ripreso dalle telecamere rappresentano uno degli elementi che hanno contribuito ad attirare l'attenzione degli investigatori sul comportamento di Carmelo Cinturrino che, però, non è più l'unico agente implicato nelle indagini.
Oltre ai quattro colleghi poliziotti, già indagati per favoreggiamento e falso, ieri, mercoledì 4 marzo, il dirigente del commissariato Mecenate dove Cinturrino prestava servizio, Osvaldo Rocchi, è stato rimosso dall'incarico e messo a disposizione della questura di Milano. La decisione è arrivata, mentre la procura continua le indagini sull'omicidio che si è consumato lo scorso 26 gennaio.
Gli investigatori della squadra mobile, coordinati dal pm Giovanni Tarzia e dal procuratore Marcello Viola, stanno infatti ampliando il raggio delle verifiche: non più solo l'area del boschetto di Rogoredo, ma anche altre piazze di spaccio della zona sud-est di Milano, tra Corvetto, via Mecenate e Calvairate. Secondo alcune testimonianze, infatti, il poliziotto – che in quelle zone sarebbe stato conosciuto con il nome di "Luca" – avrebbe avuto contatti diretti con spacciatori e tossicodipendenti, arrivando a chiedere denaro e droga in cambio di "protezione". Proprio queste dichiarazioni hanno spinto la Procura a verificare se l'omicidio di Mansouri possa essere maturato all'interno di dinamiche legate al controllo delle piazze di spaccio. Nel frattempo, proseguono gli accertamenti su eventuali video e sulle operazioni condotte in passato dall'agente nelle stesse zone. Parallelamente, per Cinturrino è stata avviata la procedura di destituzione dalla polizia.