video suggerito
video suggerito
Tram deragliato a Milano

Il trauma al piede e la chiamata al collega: lunedì sarà interrogato il conducente del tram deragliato a Milano

Lunedì ci sarà l’interrogatorio del tranviere, che guidava il tram deragliato il 27 febbraio a Milano. Potrà spiegare meglio come ha subito il trauma al piede e perché ha chiamato un collega e non la centrale operativa per comunicare l’infortunio.
A cura di Ilaria Quattrone
0 CONDIVISIONI
Il tram deragliato a Milano
Il tram deragliato a Milano
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Nella giornata di lunedì 16 marzo 2026, il tranviere Pietro Montemurro, che era alla guida del tram della linea 9 che è deragliato a Milano lo scorso 27 febbraio, sarà interrogato dalle pubblico ministero Elisa Calanducci e Corinna Carrara. L'uomo, 60 anni, è accusato di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. Difeso dall'avvocato Benedetto Tusa, potrà decidere se rispondere alle domande delle magistrate o se avvalersi della facoltà di non rispondere.

Il tram, finito contro un edificio di viale Vittorio Veneto alle 16.11 del 27 febbraio, era un Tramlink 7707. Il deragliamento ha provocato la morte di due uomini, Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky. Inoltre sono rimaste ferite ben 54 passeggeri. Montemurro potrà fornire quanti più elementi possibili per restituire un quadro chiaro di quanto accaduto. Già subito dopo l'incidente, agli investigatori ha spiegato di aver preso servizio alle 15.37 in piazza Oberdan. A inizio turno, ha aiutato una persona con disabilità e con carrozzina a salire a bordo del mezzo. E proprio mentre si apprestava a farlo, avrebbe urtato il piede sinistro con la sedia. Un colpo che gli avrebbe procurato un trauma all'alluce.

Il dolore sarebbe aumentato sempre di più, tanto da causargli un mancamento temporaneo e da procurargli una sincope vasovagale, come diagnosticato poi all'ospedale Niguarda di Milano. E proprio per questo mancamento, avrebbe saltato la fermata di viale Vittorio Veneto e non avrebbe attivato lo scambio all'incrocio con via Lazzaretto. Il mancato comando e l'alta velocità avrebbe poi provocato il deragliamento. L'infortunio però non sarebbe stato segnalato alla centrale operativa di Atm, l'azienda trasporti milanesi. Non ci sarebbero infatti comunicazioni con la control room. La certezza però arriverà dal risultato delle analisi dei file audio, che sono stati sequestrati dagli agenti della polizia locale. A questi, si aggiunge l'accertamento sul cellulare dell'autista per escludere che lo stesso utilizzando alla guida. Inoltre, nei prossimi giorni, sarà aperta la scatola nera dove sono registrati tutti i movimenti del tram e i dati necessari a capire se i sistemi di sicurezza fossero attivi e in funzione.

A ogni modo, lunedì potrà chiarire perché non sia stata avvisata la centrale operativa, ma abbia telefonato a un collega – lo stesso a cui ha dato il cambio a Porta Venezia – per raccontare del trauma al piede.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views