Il trapper Baby Gang spacca il naso alla fidanzata perché ha installato Instagram: “Mi costringi a ucciderti”

Zaccaria Mouhib, il trapper meglio conosciuto come Baby Gang, questa mattina è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Lecco insieme ad altri sei giovani. Il gruppo, definito come un "entourage criminale del cantante", è accusato in concorso e a vario titolo di reati legati al traffico di armi da fuoco, rapina e lesioni aggravate.
Il 24enne, però, è indagato anche per maltrattamenti e lesioni aggravate nei confronti della compagna. Secondo gli investigatori, infatti, Mouhib avrebbe imposto uno stile di vita "insopportabile" alla 22enne con la quale convive, arrivando a "offenderla, minacciarla e percuoterla". Il trapper avrebbe monitorato i suoi spostamenti e, grazie a telecamere piazzate nella sua abitazione di Calolziocorte, avrebbe controllato cosa faceva la ragazza quando si trovava sola in casa. Non solo, secondo i carabinieri le avrebbe imposto dal 2023 di abbandonare il lavoro per potersi dedicare "esclusivamente ai lavori domestici", arrivando a procurarle una "frattura scomposta del setto nasale" quando aveva scoperto che aveva installato Instagram sul telefono andando contro le sue indicazioni. Il trapper ora si trova in carcere.
Gli episodi di maltrattamenti contestati a Baby Gang
Le indagini dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Lecco, sono iniziate a febbraio 2025. Attraverso le intercettazioni ambientali svolte all'interno dell'abitazione, i militari hanno ricostruito che almeno dal 7 marzo 2025 Mouhib avrebbe posto in essere condotte "manipolative, vessatorie e possessive" ai danni della compagna convivente. Come è possibile leggere nell'ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere firmata dal giudice per le indagini preliminari Gianluca Piantadosi del Tribunale di Lecco, che Fanpage.it ha potuto visionare, gli investigatori hanno elencato numerosi episodi in cui il trapper si sarebbe reso autore di maltrattamenti nei confronti della ragazza.
Tra questi, quelli di luglio 2025 assumono particolare rilevanza poiché testimoniano una tensione crescente che avrebbe portato, poi, all'aggressione fisica che costa al trapper l'accusa di lesioni aggravate. Il 2 luglio, infatti, la 22enne aveva raccontato a Mouhib di aver incontrato una persona in un negozio che le aveva offerto un biscotto per il cane. In quell'occasione, il 24enne le avrebbe detto: "Tu dai troppa confidenza (…) ti devi comportare da donna (…) devi rimanere al tuo cazzo di posto (…) Devi chiudere quel cazzo di becco, vuoi che ti prendo a schiaffi?".
Le aggressioni e la "frattura scomposta del setto nasale"
Il giorno seguente, il 3 luglio, Mouhib avrebbe accusato la compagna di non essere stata "cordiale" con la donna che si era recata a casa loro a Calolziocorte "per fare le treccine" al trapper. "Tu fai schifo, sei una donna, ma per me fai schifo (…) sei una merda di persona, ti do un calcio in faccia (…)". In quell'occasione, hanno rilevato i carabinieri, il 24enne le avrebbe dato effettivamente uno schiaffo: "Fammi sfogare, perché ti vorrei spaccare la faccia", avrebbe detto alla ragazza, "ti spaccherei tutta".
Il 12 luglio, poi, Mouhib si sarebbe arrabbiato per un graffio presente sul parquet dell'abitazione, tornando a insultare la 22enne convivente: "Vai a cuccia pure tu, cane, è da prima che hai la faccia di merda (…) ti prendo a schiaffi". A quel punto il 24enne avrebbe colpito la ragazza per due volte: "Ti do un pugno in faccia, alla testa (…) con le buone non capisci". Poco dopo, in seguito a un altro litigio, il trapper le avrebbe sottratto il cellulare scoprendo che la ragazza aveva installato Instagram andando contro il suo volere: "Figlia di puttana, da quanto hai Instagram? Mi dici ancora bugie". In quel momento, Mouhib l'avrebbe colpita altre otto volte procurandole una "frattura scomposta del setto nasale". Dopo aver colpito anche il cane presente nella stanza con loro, il 24enne sarebbe tornato a minacciare la ragazza e a farle male: "Adesso ti apro la faccia (…) lasciamela qua perché sennò mi costringi a ucciderti (…) chiudi la bocca e fai silenzio (…) vado in galera, fidati, mi costringi a chiamarti un'ambulanza".
