video suggerito
video suggerito
Caso Chiara Ferragni

Il post di Chiara Ferragni dopo il proscioglimento: “Non c’erano le basi per un processo. Oggi chiudo un capitolo”

Con un post sui social Chiara Ferragni ha commentato il suo proscioglimento: “Non c’erano i presupposti per un processo penale. Oggi chiudo un capitolo, senza rabbia ma con consapevolezza”.
A cura di Giulia Ghirardi
172 CONDIVISIONI
Chiara Ferragni
Chiara Ferragni
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Dopo due anni di silenzio in attesa del verdetto, Chiara Ferragni è tornata a parlare ufficialmente sui social per commentare la chiusura del procedimento che la vedeva coinvolta. Procedimento che si è concluso ieri, mercoledì 14 gennaio, con il proscioglimento dell'influencer dall'accusa di truffa aggravata legata ai due casi del pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi.

Nel lungo post che ha pubblicato questo pomeriggio, giovedì 15 gennaio, l'imprenditrice digitale ha voluto chiarire la natura della decisione al termine del procedimento: "Il giudice ha stabilito che non c'erano nemmeno i presupposti per un processo penale. È una frase semplice, tecnica, definitiva sul piano penale. Ed è giusto partire da qui".

Il primo post di Chiara Ferragni dopo il proscioglimento

Nel post pubblicato su Instagram Chiara Ferragni ha raccontato di aver vissuto un periodo complesso, segnato dalla pressione dei giudizi esterni e dalla difficoltà di non poter intervenire direttamente sulla questione. "Questi due anni sono stati a dir poco complessi", ha scritto. "Non perché avessi dubbi su me stessa, ma perché vivere sotto giudizio continuo, senza poter rispondere, senza poter spiegare, ti mette alla prova in modo profondo".

"Mi sono sempre presa la responsabilità per ciò che riguardava la pubblicità ingannevole", ha continuato l'influencer. "Ho capito che era stato un errore, ed era giusto riconoscerlo. L'ho fatto: ho pagato, ho corretto, ho chiesto scusa".

Ferragni ha poi precisato che il suo compenso nelle campagne oggetto del procedimento "era fisso", non legato alle vendite, e che dunque non vi sarebbe stato alcun incentivo economico a trarre in inganno i consumatori: "Ero all'apice della mia immagine e del mio lavoro. Non esisteva alcun motivo, né economico né sensato, per cui io potessi voler ingannare qualcuno. Proprio per questo una cosa è un errore amministrativo, un'altra è un reato penale. E non sono mai state la stessa cosa".

Per questo la chiusura del procedimento, secondo Ferragni, non rappresenterebbe "un'assoluzione a metà", ma un pronunciamento chiaro sulla mancanza di fondamento del caso: "È, se possibile, qualcosa di ancora più chiaro: significa che questo processo, così come era stato costruito, non aveva nemmeno i presupposti per esistere fino in fondo".

Infine, prima di concludere, l'influencer ha messo in luce il peso emotivo dei due anni trascorsi. "Per due anni sono rimasta ferma, esposta, giudicata, per qualcosa che non avrebbe nemmeno dovuto avere questo percorso", ha scritto ancora su Instagram. "Non lo dico con rabbia. Lo dico con consapevolezza. Con la lucidità di chi sa di aver affrontato tutto senza scappare, senza nascondersi, rispettando la giustizia e il silenzio anche quando era la cosa più difficile da fare". Per questo, "oggi non festeggio una vittoria", ha concluso. "Oggi chiudo un capitolo".

172 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views