Il poliziotto Cinturrino è accusato di aver sequestrato e picchiato un 29enne in una stanza del Commissariato

Carmelo Cinturrino, l'assistente capo di polizia in carcere per l'omicidio di Abderrahim Mansouri, e l'agente Giuseppe Pisano, avrebbero privato della libertà un ragazzo di 29 anni. I due agenti lo avrebbero "rinchiuso in una stanza" del Commissariato di Mecenate e lì lo avrebbero "percosso ripetutamente".
A scriverlo sono il procuratore Marcello Viola e il pm Giovanni Tarzia che hanno firmato oggi, lunedì 16 marzo, la richiesta di incidente probatorio che Fanpage.it ha potuto visionare. Tra le altre, nel documento compare anche l'imputazione di sequestro di persona relativa a tali fatti, che si sarebbero verificati l'8 dicembre scorso.
Cosa c'è nella richiesta di incidente probatorio
Stando alla richiesta di incidente probatorio, sarebbero 43 i capi di imputazione a carico di Cinturrino e degli altri sei poliziotti indagati: Davide Picciotto, Luigi Ramundo, Gaetano Raimondi, Giuseppe Pisano, Francesca De Simone e Federica Morneri. Tra quelli contestati all'assistente capo c'è l'omicidio volontario ai danni del 28enne Abderrahim Mansouri, ucciso con un colpo di pistola alla testa lo scorso 26 gennaio nel bosco di Rogoredo (a cui si è aggiunta anche l'aggravante della premeditazione), ma anche quello di sequestro di persona, detenzione e spaccio di droga, estorsione, concussione, percosse, arresto illegale, calunnia, falso, depistaggio e rapina.
Questo perché, insieme ad altri agenti, Cinturrino avrebbe denudato, scaraventato "a terra", colpito "con un martello sullo sterno e sui fianchi" e con "il collo di una bottiglia di birra" un tossicodipendente disabile: minacciandolo, avrebbero poi cercato di portargli via droga e denaro che l'uomo custodiva per conto di Mansouri. Poi, ancora, tra le accuse a carico di Cinturrino figurano "percosse" con martellate "sulla schiena" e sulla testa, concussioni per richieste di soldi ai pusher anche da "800 euro", arresti illegali con conseguenti iscrizioni pure per falso e calunnia ed eroina ceduta a tossicodipendenti. Per questo la procura ha disposto accertamenti tecnici su una mazza-sbarra di legno e un martello alla ricerca di tracce biologiche degli agenti.
In un'altra delle imputazioni per estorsione (indagati Cinturrino e Ramundo), i pm hanno scritto che i due avrebbero trascinato "nel bosco" un'altra persona, l'avrebbero denudata e pestata per costringerla a "rivelare i luoghi di imbosco" della droga e dei soldi di Mansouri. Un'altra estorsione simile, sempre per scovare "i luoghi di imbosco", vede indagati l'assistente capo di polizia e gli agenti Ramundo e Raimondi. Cinturrino avrebbe, inoltre, minacciato, assieme a due colleghi, un pusher prima di spruzzargli contro dello "spray urticante" dicendogli: "Qua comando io, non comandano i Mansouri".
Così, mentre le indagini della procura continuano ad allargarsi, coinvolgendo sempre più agenti del Commissariato di Mecenate, gli avvocati difensori di Cinturrino, Marco Bianucci e Davide Giugno, dovranno discutere la richiesta di arresti domiciliari per il loro assistito davanti al Tribunale del Riesame.