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Il 13enne che ha accoltellato la sua prof di francese non andrà in carcere: la gip conferma la comunità

La gip Daniela Martino ha disposto il collocamento in comunità nei confronti del 13enne accusato del tentato omicidio della sua professoressa di francese Chiara Mocchi dopo averla accoltellata nella scuola media a Trescore Balneario (Bergamo).
A cura di Giulia Ghirardi
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Carabinieri e polizia locale alla scuola media Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario (foto da LaPresse)
Carabinieri e polizia locale alla scuola media Leonardo Da Vinci di Trescore Balneario (foto da LaPresse)

Questo pomeriggio, giovedì 9 aprile, la gip Daniela Martino ha sciolto la riserva espressa nell'udienza del 2 aprile scorso al Tribunale per i minori di Brescia e ha disposto il collocamento in comunità nei confronti del 13enne accusato del tentato omicidio della sua professoressa di francese Chiara Mocchi – ora dimessa dall'ospedale e fuori pericolo – dopo averla accoltellata in una scuola media a Trescore Balneario (Bergamo) lo scorso 25 marzo.

Contestualmente, la giudice ha disposto la misura di sicurezza provvisoria del riformatorio giudiziario nelle forme del collocamento in comunità, da individuare nel rispetto delle indicazioni del reparto di Neuropsichiatria infantile.

Dal tentato omicidio alle indagini

I fatti si sono verificati la mattina dello scorso 25 marzo quando il 13enne si è presentato a scuola con una maglietta con su scritto "vendetta". Secondo quanto poi ricostruito, poco prima dell'inizio delle lezioni, intorno alle 7:45, il ragazzino si sarebbe scagliato contro la professoressa Mocchi, colpendola più volte con un coltello e riprendendo l'aggressione con il cellulare così da poterla trasmettere in diretta su un canale Telegram.

La maglietta indossata dal 13enne durante l’aggressione
La maglietta indossata dal 13enne durante l’aggressione

Subito dopo l'aggressione, il 13enne ha provato a fuggire, ma è stato fermato da un docente e due collaboratori scolastici che lo hanno trattenuto sino all'arrivo dei carabinieri. Come appreso successivamente dagli inquirenti, all'interno dello stesso gruppo social il 13enne aveva annunciato di voler uccidere l'insegnante, sottolineando di voler sfruttare il fatto perché "non posso finire in prigione, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni. Farò quello che ho sempre desiderato: uccidere lei e chiunque cerchi di impedirmelo".

Nel frattempo, i militari hanno perquisito la stanza del ragazzino, trovando alcuni materiali che – come confermato a Fanpage.it – avrebbe utilizzato per "realizzare un composto esplosivo", una sorta di bomba artigianale.

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