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22 Settembre 2022
10:14

I due operai morti in un container dormivano in cantiere per risparmiare sul viaggio casa-lavoro

Dormivano in cantiere per risparmiare sul tragitto tra casa e lavoro, ma Said e Samir hanno trovato la morte, intossicati dalle esalazioni di un braciere, per essersi permessi il lusso di non trascorrere la notte al freddo.
A cura di Fabio Pellaco
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Said Salah Ibrahim Abdelaziz e Samir Mohamed Said
Said Salah Ibrahim Abdelaziz e Samir Mohamed Said

Said e Samir dormivano dentro al container prefabbricato del cantiere di Moltrasio da quasi un mese. Lì hanno trovato la morte perché nella precarietà della loro sistemazione avevano deciso di accendere un piccolo braciere pur di non passare la notte al freddo.

Nel container per risparmiare sugli spostamenti

Un giaciglio improvvisato quello scelto dai due operai egiziani, un luogo dove poter dormire per non dover affrontare tutti i giorni il viaggio dalla provincia di Milano, dove risiedevano, al cantiere edile affacciato sul lago di Como. Un viaggio che avrebbe portavo via tempo e denaro ai due giovani, Said Salah Ibrahim Abdelaziz di 25 anni e Samir Mohamed Said di 29 anni, entrambi arrivati in Italia da pochi mesi.

Ma se con le ultime giornate d'estate il problema del freddo non si era ancora posto, con l'abbassamento delle temperature, avvenuto negli ultimi giorni, i due operai hanno provato a trovare una soluzione per riscaldarsi. Le esalazioni di monossido di carbonio del braciere non hanno lasciato loro scampo, senza ricircolo d'aria il piccolo locale è diventato una trappola mortale.

La mattina di mercoledì 21 settembre la tragica scoperta fatta da un collega. Non vedendoli, ha aperto la porta del container e li ha trovati stesi a letto, senza vita. "I primi giorni di lavoro facevano il tragitto da casa al cantiere con me – ha raccontato al Corriere della Sera l'operaio di 62 anni, anche lui egiziano –, poi hanno chiesto di poter stare a dormire a Moltrasio, nella casetta, per evitare gli spostamenti".

Il dolore della comunità egiziana

La notizia della morte dei due giovani si è rapidamente diffusa nella comunità egiziana milanese. In poche ore, amici e familiari sono arrivati nel cantiere per tentare di comprendere come sia potuta accadere questa tragedia. Tra i primi a giungere sul posto è stato il fratello di una delle vittime che non parla italiano ed è stato accompagnato al cantiere dal suo datore di lavoro che non ha voluto lasciarlo solo in un momento così difficile.

A Moltrasio sono arrivati anche i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil di Como che hanno annunciato un presidio davanti alla Prefettura per la giornata di giovedì dalle 10 alle 12. "In un paese civile non può accadere che si dorma in una baracca di cantiere – hanno denunciato –. È una situazione non rispettosa delle più elementari norme di igiene e sicurezza, nonché della dignità della persona. Morire in quelle condizioni è terribile e insensato".

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