Giungi e Roggiani (Pd) nel carcere di Opera dopo i presunti pestaggi: “Un detenuto ha detto di aver sentito urla”

Dopo l’articolo di Fanpage.it sui presunti pestaggi nel carcere di Opera, il consigliere comunale (Pd) di Milano, Alessandro Giungi, e la deputata del Pd, Silvia Roggiani, sono entrati per un’ispezione. Come raccontato da Giungi un detenuto, che ha detto di non essere stato vittima di violenza, ha riferito di aver sentito “delle urla”.
A cura di Ilaria Quattrone
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Fonte: LaPresse
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Dopo l'articolo di Fanpage.it sui presunti pestaggi nel carcere di Opera, che hanno portato anche a un'interrogazione parlamentare, il consigliere comunale (Pd) di Milano, Alessandro Giungi, e la deputata del Pd, Silvia Roggiani, sono entrati nell'istituto penitenziario per un'ispezione. Come raccontato da Giungi un detenuto, che ha detto di non essere stato vittima di violenza, ha riferito di aver sentito "delle urla nel momento in cui è arrivata una persona portata dagli agenti di polizia penitenziaria". 

I presunti pestaggi avvenuti nel carcere di Opera

Il 20 marzo 2026, Fanpage.it ha pubblicato la notizia di presunti pestaggi che sarebbero avvenuti nel carcere di Opera il 24 dicembre 2025. Questi, sono poi stati raccolti in una denuncia depositata dall'avvocato di uno dei detenuti coinvolti nella presunta aggressione. Un racconto dell'orrore (come definito dalla Commissione speciale in tutela dei diritti delle persone negli istituti penitenziari), in cui l'uomo ha affermato di essere stato colpito con calci, pugni e persino uno sgabello in diverse parti del corpo. Subito dopo, insieme ad altri detenuti, sarebbe stato costretto a spogliarsi: "Siamo rimasti nudi al freddo […] non potevo neanche pulirmi dal sangue". Traumi che sono stati riportati anche in un referto medico. Alle presunte botte, si sarebbero aggiunti insulti come "Devi morire" o ancora "Se fossi io il capo vi ammazzerei coi manganelli in testa".

La denuncia è arrivata dopo quella redatta dall'Associazione Quei Bravi Ragazzi Family che, nei mesi scorsi, ne aveva depositata un'altra evidenziando presunti soprusi e violazioni dei diritti umani. In un lungo elenco, erano stati evidenziate condizioni precarie "incompatibili con gli standard minimi di dignità", presunte criticità sanitarie che erano culminate nella "mancata erogazione delle prestazioni sanitarie" e fino a infermieri che avrebbero sbagliato nel somministrare terapie. Un quadro drammatico tanto che già all'epoca Roggiani aveva presentato un'interrogazione parlamentare.

Considerata la gravità di quanto denunciato dai detenuti rispetto ai presunti pestaggi avvenuti il 24 dicembre, il senatore del Pd, Franco Mirabelli, ha presentato un'interrogazione parlamentare, indirizzata al ministero della Giustizia, evidenziando come sarebbe emerso un "quadro sistemico di abusi e un clima di tensione costante" e chiedendo un'ispezione ministeriale straordinaria. Nel frattempo oggi, venerdì 27 marzo 2026, Roggiani e Giungi sono entrati nella struttura.

L'ispezione di Roggiani e Giungi

I due politici vi erano già stati sei mesi fa quando avevano potuto "constatare con i nostri occhi quanto, soprattutto in quel caso il quarto piano, vivesse una condizione davvero non dignitosa rispetto a quello che la nostra Costituzione dice", ha spiegato Roggiani.

"Oggi siamo tornati anche a seguito di articoli apparsi su Fanpage.it e di una denuncia depositata dai detenuti. Siamo andati nel reparto nuovi giunti, al reparto 14 bis. Purtroppo la situazione è quella di un carcere che ha un organico assolutamente sottostimato, cioè ci sono 100 agenti in meno. C'è una situazione drammatica dal punto di vista della struttura, che purtroppo come tante altre strutture, ha un sovraffollamento assolutamente inaccettabile", ha aggiunto.

E proprio per questo motivo, i due esponenti del Pd hanno chiesto al Governo di poter stanziare risorse ("anziché fare nuovi reati", come ha specificato Roggiani), per garantire situazioni dignitose e che non siano lesive della dignità umana. La richiesta è quella di permettere "una nuova politica sulla giustizia e sul carcere, che deve essere più visto come un luogo per poter tornare in società, non come un luogo punitivo dove i diritti umani non vengono rispettati", ha poi precisato la deputata.

Giungi ha poi aggiunto che sussiste un problema enorme con i vertici del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, le cui note e circolari "hanno praticamente determinato l'impossibilità per gli studenti tutor di accedere al carcere" e di poter continuare l'opera di assistenza "alle oltre cento persone detenute iscritte all'università milanesi. Era importantissimo questo sostegno, non c'è più, non viene fornito, non viene garantito per appunto queste note circolari del Dap", ha spiegato affermando quindi che, oltre alle carenze materiali ci siano anche problemi di "assistenza e di sostegno alle attività trattamentali che dovrebbero essere garantite". 

Da qui emerge la preoccupazione di come "gli agenti di Polizia Penitenziaria possano lavorare e come le persone detenute possano vivere la loro condizione di detenzione in maniera dignitosa". Relativamente ai presunti pestaggi raccontati da Fanpage.it e denunciati dai detenuti, Giungi ha aggiunto che un detenuto, che ha detto di non essere stato vittima di violenza, ha riferito di aver sentito "delle urla nel momento in cui è arrivata una persona portata dagli agenti di polizia penitenziaria". E su questo elemento, ha precisato che "è obiettivamente qualcosa che dovrà essere ancora più approfondito, certamente". 

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