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Giacomo Bozzoli condannato all’ergastolo per l’omicidio di suo zio Mario: “Tutte le strade portano a lui”

La Corte d’Assise d’appello di Brescia ha confermato la condanna all’ergastolo per Giacomo Bozzoli. Secondo i giudici, tutto converge alla sua responsabilità penale nell’omicidio di suo zio Mario.
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A cura di Enrico Spaccini
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Sono state depositate le 154 pagine di motivazioni che hanno portato la Corte d'Assise d'appello di Brescia lo scorso 17 novembre a confermare la condanna all'ergastolo nei confronti di Giacomo Bozzoli. Secondo i giudici, alla responsabilità penale del 39enne "convergono sempre tutti i diversi itinerari probatori che si intendono percorrere" per ricostruire cos'è accaduto a suo zio Mario la sera dell'8 ottobre 2015.

La scomparsa di Marco Bozzoli

L'allarme era scattato al termine del turno di lavoro. Mario Bozzoli gestiva la fonderia di proprietà di famiglia a Marcheno, in Valtrompia (provincia di Brescia), e alle 19:13 aveva detto a sua moglie che avrebbe fatto una doccia e sarebbe tornato a casa. Da quel momento, però, del 50enne non è stata più trovata alcuna traccia.

Secondo l'accusa, Bozzoli non è mai uscito vivo dalla sua azienda. La sua auto è rimasta parcheggiata sempre sullo stesso posto e i vestiti erano nello spogliatoio. Sul conto corrente dell'imprenditore, inoltre, c'erano più di 2 milioni di euro e questo striderebbe con l'ipotesi di un allontanamento volontario.

L'ultimo a vedere in vita Bozzoli sarebbe stato l'operaio Beppe Ghirardini, il quale è stato trovato senza vita nei boschi di Ponte Legno nelle ore in cui avrebbe dovuto parlare con gli inquirenti. Secondo la Procura, non si è trattato di un suicidio indotto da qualcuno, ma "dal peso e dalla paura per quello che ha fatto, cioè aver aiutato Giacomo a uccidere Mario".

La ricostruzione degli inquirenti

Stando alle ricostruzioni fatte durante le indagini e all'esperimento realizzato con il maiale calato in un forno, Giacomo Bozzoli avrebbe ucciso suo zio Mario probabilmente gettandolo in uno dei forni della fonderia. Il 39enne si sarebbe avvalso dell'aiuto di Ghirardini, che avrebbe bloccato un altro dipendente che stava per entrare nell'area dei forni, e lo avrebbe ricompensato con oltre 4mila euro.

I giudici della Corte d'Assise d'appello hanno confermato la sentenza di condanna in primo grado all'ergastolo di Giacomo Bozzoli, del 30 settembre 2022, affermando che alla sua "responsabilità penale converge la verifica del luogo e dell'ora in cui l'imputato è risultato trovarsi rispetto al luogo e all'ora in cui si trovava Mario Bozzoli al momento della sua scomparsa" e "la verifica volta all'individuazione della persona che avrebbe potuto disporre di quella somma in contanti che risulta sia stata consegnata a Giuseppe Ghirardini che collaborò quantomeno alla distruzione del corpo di Mario Bozzoli".

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