Duro attacco del governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana al governo dopo l'incontro per definire la ripartenza dell'anno scolastico con tutte le misure necessarie per evitare la diffusione di un nuovo contagio da Covid-19. In un lungo post su Facebook, il presidente lombardo ha dichiarato che "dal governo" arrivano "solo dubbi e incertezze".

Il governatore lombardo: Il quadro del governo mi lascia preoccupato

Il numero uno della Lombardia ha sottolineato che "la regolare ripartenza dell'anno scolastico è difficile, quasi impossibile", perché "il quadro che il Governo ha delineato nell'incontro appena concluso, mi lascia più che perplesso, preoccupato". Nella fattispecie, Fontana recrimina che "gli organici della scuola non sono completati", motivo per cui è "difficile credere che lo siano nei prossimi giorni con la così detta “chiamata veloce” a cui dovrà poi seguire quella dell’assegnazione delle supplenze". Un'altra criticità è rappresentata dalla consegna dei nuovi banchi che, "come comunicato dal commissario Arcuri, si concluderà solo a fine ottobre", ha aggiunto il governatore. Spazio anche ai dubbi riguardanti le procedure da applicare in caso di contagi all'interno di una o più classi, dove, dice Fontana, "il documento dell’ISS prevede procedure particolarmente impegnative a partire dalle famiglie chiamate in corresponsabilità, per esempio con la misurazione della temperatura".

Fontana: Autonomia regionale anche sull'Istruzione

La critica generale mossa al governo di Roma si sposta poi anche sul trasporto pubblico locale. In questo caso, è il ministro De Micheli ad essere preso di mira: "De Micheli conferma che ci sono problemi di capacità di trasporto e mancano ancora le direttive del CTS sul distanziamento fisico, sempre il Ministro segnala che sono disponibili nuove regole per affidare appalti a operatori privati in modalità semplificata, peccato che in pochi giorni diventa tutto più complesso", ha sentenziato Fontana. Infine, la chiosa del governatore è secca: "Il governo centrale non ha risolto i problemi dell'urgenza Covid-19, conosciuti da mesi, non vorrei che ci fosse il maldestro tentativo – nell'incapacità di risolvere i problemi – di scaricare alla fine le responsabilità sulle Regioni". Quindi, Fontana rievoca l'ambizione di una "completa autonomia regionale, anche nel campo dell'istruzione pubblica e privata", che risulti "positiva e a vantaggio delle famiglie e degli studenti".