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Ucciso a Rogoredo da un poliziotto

Fissato l’incidente probatorio sul caso Cinturrino: 6 testimoni chiave, tra loro anche chi ha visto l’omicidio

Incidente probatorio fissato il prossimo 1 e 2 aprile sul caso Carmelo Cinturrino: 6 testimoni chiave saranno ascoltati per fissare le prove sull’omicidio di Abderrahim Mansouri. Proseguono le analisi sui dispositivi elettronici sequestrati.
A cura di Giulia Ghirardi
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Degli 8 testimoni già sentiti nelle indagini, tra cui pusher, tossicodipendenti e il teste oculare dell'omicidio di Abderrahim Mansouri, ucciso con un colpo di pistola alla testa dal poliziotto Carmelo Cinturrino, soltanto 6 verranno riascoltati davanti al gip in due udienze, fissate per l'1 e il 2 aprile, perché "quasi tutti indicati come senza fissa dimora" e potrebbero diventare "irreperibili". Per gli altri due, il giudice Domenico Santoro non ha accolto la richiesta della Procura di audizioni in incidente probatorio, perché, essendo detenuti, potranno poi essere sentiti nell'eventuale processo.

Parallelamente, l'inchiesta continua a svilupparsi su più fronti. La procura ha, infatti, disposto un'ampia attività di analisi sui dispositivi elettronici sequestrati a Cinturrino e agli altri agenti coinvolti, tutti in servizio al Commissariato Mecenate. Si tratta di numerosi telefoni cellulari, chiavette USB e altri supporti informatici, sui quali sono già state effettuate copie forensi.

L'obiettivo degli investigatori è procedere con un'analisi mirata di contenuti – messaggi, immagini e video – per verificare eventuali riscontri alle accuse emerse: dall'omicidio volontario aggravato da premeditazione a presunte attività illecite come spaccio, estorsioni, arresti illegali e altri abusi. Tra queste è stata disposta anche una "perizia tecnico-informatica sulle registrazioni audio-video" nel Commissariato Mecenate dell'8 dicembre scorso, giorno in cui Cinturrino e un altro poliziotto avrebbero chiuso in una stanza e pestato un giovane, ora tra i testimoni.

Nel frattempo, il tribunale del Riesame di Milano ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere per l'agente 42enne, detenuto dal 23 febbraio scorso, respingendo la richiesta di arresti domiciliari presentata dalla difesa, costituita dagli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno.

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