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Femminicidio di Valentina Sarto a Bergamo: il marito Vincenzo Dongellini che l’ha uccisa dimesso dall’ospedale

Vincenzo Dongellini esce oggi dall’ospedale di Bergamo in cui è ricoverato da ieri per aver tentato il suicidio dopo aver commesso il femminicidio della moglie Valentina Sarto. L’uomo è in arresto.
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Vincenzo Dongellini
Vincenzo Dongellini

Vincenzo Dongellini, il 50enne che ieri (18 marzo) ha ucciso a coltellate la moglie Valentina Sarto (42 anni ancora da compiere), esce questa mattina dall'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in cui è stato ricoverato per aver tentato il suicidio, appena dopo aver commesso il femminicidio. Piantonato fino ad ora, dalle forze dell'ordine, nella sua camera d'ospedale, l'uomo sta bene e verrà dimesso proprio in queste ore, come confermato a Fanpage.it da fonti investigative.

Nel frattempo la Procura ha già disposto il suo arresto e nell'arco della giornata, il pm Antonio Mele – che sta conducendo le indagini insieme alla Squadra Mobile della Polizia di Stato di Bergamo – firmerà la convalida di arresto con l'applicazione delle misure cautelari. L'uomo verrà trasferito nel carcere di Gleno a Bergamo.

Ieri sera, il pm Mele è andato all’ospedale per sottoporlo a un primo interrogatorio, ma Dongellini – difeso dall’avvocata Stefania Battistelli – non era in condizioni psicofisiche per rispondere alla domande e si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Vincenzo Dongellini, impiegato saltuariamente in lavori edili, ha ucciso la moglie Valentina per gelosia e perché incapace di accettare la fine della relazione, che la donna stava cercando di chiudere. I due si conoscevano da circa dieci anni e si erano sposati il 24 maggio 2025. A febbraio di quest'anno, Valentina – barista nel bar dello stadio di Bergamo – si era innamorata di un altro uomo, Moris Panza, cliente del bar.

Da quanto Valentina aveva iniziato una relazione con un altro uomo, aveva cercato in tutti i modi di lasciare il marito che nel frattempo era diventato sempre più geloso, ossessivo, possessivo e violento nei suoi confronti. Lei gli aveva espresso l'intenzione di chiudere il rapporto ma lui, non accettando questa decisione, aveva cominciato a minacciarla, verbalmente e fisicamente. 

Valentina aveva paura, e aveva confidato i suoi timori  al suo nuovo compagno. Nelle settimane aveva preso anche a registrare alcune conversazioni con il marito, in cui si sentiva lui che la minacciava, e a inoltrare al compagno alcuni messaggi violenti.

Esasperata, il 14 marzo scorso (quattro giorni prima dell'omicidio), si era recata insieme a Moris Panza dai carabinieri di Almenno San Salvatore (Bergamo) per sfogarsi e chiedere come fare per lasciare definitivamente il marito. I militari l‘avevano invitata a denunciare più volte, ma lei avrebbe preferito aspettare una settimana per capire se le minacce sarebbero continuate. Purtroppo però, da lì a pochi giorni, la situazione è degenerata drammaticamente. E ieri, 18 marzo, la donna è stata uccisa a coltellate al culmine dell'ennesima lite con il marito. 

Appena dopo il delitto, Vincenzo Dongellini ha chiamato sua figlia di 20 anni (avuta da una relazione precedente) e ha confessato quanto commesso. La ragazza ha chiamato immediatamente i soccorsi. Sarebbe stata lei quindi a contattare il 112.

Sul posto sono giunti i soccorritori del 118 che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna, morta in casa poco dopo le coltellate.

La mamma di Valentina, sconvolta dal dolore, ha scritto un messaggio dedicato alla figlia in cui dice: "Scusami se non sono riuscita a proteggerti". 

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