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Ex segretario della Lega ucciso a Dalmine: la lite col figlio per la trattoria “Il Carroccio”

Ci sarebbe una lite sulla gestione del ristorante di famiglia, la trattoria “Il Carroccio” di Dalmine, all’origine dell’omicidio di Franco Colleoni, ex assessore e segretario provinciale bergamasco della Lega. I carabinieri hanno arrestato il figlio 34enne, cuoco nel locale, con l’accusa di omicidio volontario dopo alcune, parziali, ammissioni.
A cura di Simone Gorla
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Una discussione, l'ennesima, sulla gestione del ristorante di famiglia, degenerata in lite con un'esito tragico. Sarebbe questo, secondo i primi rilievi degli investigatori, il movente dell'omicidio di Franco Colleoni, 68 anni, ex assessore e segretario provinciale della Lega, trovato morto sabato mattina con diverse ferite alla testa a Dalmine (Bergamo). I carabinieri di Bergamo hanno arrestato il figlio, Francesco Colleoni, 34 anni, cuoco nel ristorante di famiglia, la trattoria "Il Carroccio".

Ex segretario bergamasco della Lega ucciso: le liti col figlio per la gestione del ristorante

E proprio sui dissapori in merito alla gestione del locale si contrano gli inquirenti per ricostruire cosa sia accaduto al ristoratore, molto conosciuto in zona sia per la sua carriera politica che per l'attività di imprenditore. Le voci sugli scontri tra padre e figlio riguardano soprattutto l'ultimo periodo. Visioni diverse sulla gestione nel periodo chiusura del ristorante per via del lockdown.

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La trattoria "Il Carroccio" chiusa da mesi per il Coronavirus

"Il Carroccio", infatti, era rimasto chiuso dall'inizio della pandemia di Covid in Italia, fin dallo scorso 23 febbrai. Avrebbe riaperto i battenti il 7 gennaio. Era rimasta attiva solo la parte dell'asporto, come previsto dalle norme. Dopo il fermo, il 34enne avrebbe fatto ammissioni solo parziali.

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Le ammissioni parziali del 34enne ai carabinieri

"Ha ammesso di avere avuto una colluttazione col padre, però senza fornire alcun dettaglio", ha spiegato il capitano Filippo Testa, comandante della compagnia dei carabinieri di Treviglio. Portato in caserma per essere interrogato, il figlio della vittima ha quindi ammesso di aver litigato col padre, ma ha poi aggiunto di non ricordare più nulla di quanto accaduto. I carabinieri lo hanno così dichiarato in arresto per omicidio volontario e accompagnato in carcere a Bergamo. Il giovane avrebbe anche confessato di avere messo a soqquadro l'appartamento del padre per simulare un tentativo di furto.

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