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Ex carabiniere uccide un uomo e tenta il suicidio, il figlio della vittima: “Gli ha sparato al cuore”

“Nell’ultimo momento era tra le mie braccia. Lui ha sparato ed è scappato. L’ho rincorso”: a dirlo è il figlio dell’uomo di 53 anni che è stato ucciso a Brescia da un ex maresciallo dei carabinieri che ha poi provato a togliersi la vita.
A cura di Ilaria Quattrone
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Immagine di repertorio
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Nella serata di sabato 13 aprile a Brescia un uomo ha sparato e ucciso un 53enne e ha poi tentato di togliersi la vita. La vittima si chiamava Satpal Singh ed era un muratore di origine indiane. A sparare è stato Giuseppe Valetti. Il 78enne, che è ricoverato all'ospedale Poliambulanza in gravi condizioni, è un ex sottoufficiale dell'Arma dei carabinieri. Il movente ruoterebbe attorno alla vendita di un appartamento da parte di Valetti a un figlio di Singh.

E proprio per quest'ultimo, intervistato dalla trasmissione Pomeriggio Cinque in onda su Canale Cinque, ha affermato: "Ero in garage e a un certo punto ho sentito il colpo. Stavano giocando dei bambini fuori e ho detto ‘magari sono i bambini'. Ho sentito poi le urla di mia madre.  Sono corso subito qua. Mio padre era per terra. Stava ancora respirando male. Nell'ultimo momento era tra le mie braccia. Lui ha sparato ed è scappato. L'ho rincorso".

"Non lo conosceva neanche. Conosceva me, ma a lui non lo conosceva neanche. Lo avrà visto una volta, ma in mia presenza. Gli ha sparato al petto, al cuore", ha precisato l'uomo. "L'ultima parola che ha detto è stato il nome di mia madre".

L'omicidio è avvenuto intorno alle 18 in via Corsica dove, al civico 21, si trova l'appartamento conteso. L'ex maresciallo avrebbe venduto al figlio questa abitazione, ma avrebbe avuto dubbi sul pagamento. Sosteneva quindi che l'uomo gli dovesse denaro: "Diceva che gli dovevamo dei soldi per un appartamento che aveva venduto a mio fratello, ma noi non gli dovevamo proprio nulla", ha raccontato il figlio più giovane al quotidiano Il Giornale di Brescia. 

Il sostituto procuratore Francesco Carlo Milanesi, gli agenti della squadra volante e della squadra mobile della Questura attendono gli interrogatori e le testimonianze di familiari e conoscenti.

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