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Ex banchiere gettato dalla finestra di un B&b a Milano, accusato il figlio: “È stato strangolato e ucciso”

Sarebbe stato strangolato e ucciso e poi, una volta morto, gettato dal quarto piano di un b&b a Milano: è questo quanto accaduto all’ex banchiere Alexander Adarich, per il cui omicidio è accusato il figlio Igor Adarich.
A cura di Ilaria Quattrone
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Alexander Adarich
Alexander Adarich

L'ex banchiere ucraino, Alexander Adarich, che è precipitato dal quarto piano di un B&b di via Nerino, all'altezza del civico 8, a Milano, lo scorso 23 gennaio 2026, è stato strangolato e ucciso prima di essere gettato dalla finestra. E ad ammazzarlo, stando a quanto ricostruito dagli investigatori di Milano, sarebbe stato il figlio Igor insieme ad altre quattro persone, al momento sconosciute. Il figlio di Adarich è lo stesso che, mesi fa, ai colleghi spagnoli aveva raccontato di essere stato sequestrato con il padre da alcuni russi e di essere stato lasciato libero mentre questi uccidevano il padre. Parole che non hanno convinto gli inquirenti italiani, che hanno proseguito con le indagini e che adesso accusano proprio il trentatreenne.

In queste ore, sono arrivati i primi esiti dell'autopsia. Adarich, 54 anni, era già morto quando è precipitato dallo stabile alle 18.06. Una prima conferma era già arrivato dalle telecamere di sicurezza presenti nell'area, che avevano ripreso il momento della caduta: l'uomo, infatti, per 15 metri prima di impattare con il suolo era completamente immobile. Nessun cenno di reazione. La causa della morte sarebbe un'asfissia meccanica compatibile con uno strangolamento, come dimostrato dalla frattura dell'osso ioide. E a strangolarlo, sarebbe stato proprio il figlio che avrebbe organizzato il sequestro. Sarebbe stato proprio il trentatreenne ad attirare il padre a Milano a un presunto "meeting di lavoro" . Il giorno dell'omicidio, infatti, sono partiti insieme da Barcellona a bordo di un volo Vueling, ma solo Igor è ripartito da Malpensa. Il padre era già morto.

Igor Adarich
Igor Adarich

Quel giorno, è stato attirato nello stabile di via Nerino dove, ad attenderlo, c'erano quattro persone: uno avrebbe fatto il palo e gli altri tre erano nella stanza. Il gruppo lo avrebbe legato e picchiato per costringerlo a effettuare un trasferimento di bitcoin, come dimostrato d una telefonata a un collaboratore per un accredito di 250mila criptovalute. Poi i complici – come dimostrato dalle telecamere del condominio – sarebbero andati via (il palo aveva abbandonato l'area già da tempo) e avrebbero lasciato il 33enne solo nella stanza. Sarebbe stat0 Igor a sbarazzarsi del corpo simulando il suicidio. Sarebbe lui l'uomo che è stato notato dalla custode mentre si affacciava alla finestra. E sempre lui sarebbe sceso dalle scale, sarebbe passato vicino al cadavere del padre, senza accertarsi delle sue condizioni, avrebbe dialogato con alcuni residenti per poi allontanarsi dallo stabile prendendo un taxi in via Cordusio. Una volta arrivato in Spagna, a causa delle pressioni della seconda moglie dell'ex banchiere, si è presentato negli uffici del commissariato a Barcellona per far denuncia e ha raccontato di essere stato sequestrato insieme al padre per poi essere liberato mentre il padre veniva ucciso.

Gli investigatori della squadra mobile, guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia, coordinati dal pubblico ministero Rosario Ferracane, sono ancora alla ricerca degli altri quattro uomini, tra cui il famoso Kirill che avrebbe organizzato l'incontro di lavoro con Igor, a cui il 33enne teneva molto tanto da convincere il padre, con cui non avrebbe mai lavorato bene insieme, a partecipare. Igor invece è stato arrestato a Barcellona il 27 febbraio scorso ed è in attesa di estradizione. È assistito dall'avvocata Francesca Cotani.

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