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Detenuti spogliati e picchiati, il senatore Mirabelli (Pd) chiede al Ministero un’ispezione nel carcere di Opera

Dopo la denuncia di Fanpage.it sui presunti pestaggi nel carcere di Opera alla Vigilia di Natale, il senatore Franco Mirabelli ha depositato un’interrogazione indirizzata al ministro Nordio per chiedere un’ispezione ministeriale straordinaria.
A cura di Giulia Ghirardi
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Il senatore Franco Mirabelli
Il senatore Franco Mirabelli

"Sarebbe emerso un quadro sistemico di abusi e un clima di tensione costante". Così inizia l'interrogazione che questa mattina, lunedì 23 marzo, è stata depositata dal senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo Pd a Palazzo Madama, indirizzata al Ministero della giustizia per chiedere un'ispezione ministeriale straordinaria dopo la denuncia di Fanpage.it sui presunti pestaggi avvenuti nel carcere di Opera alla Vigilia di Natale. Sul caso, nei giorni scorsi, era intervenuta anche la Commissione speciale in tutela dei diritti delle persone negli istituti penitenziari, definendolo "un racconto dell'orrore" che, se fosse accertato, sarebbe "gravissimo" perché "gli spazi detentivi non possono essere luoghi di tortura".

L'interrogazione del senatore Mirabelli

Stando alle denunce visionate da Fanpage.it, lo scorso 24 dicembre si sarebbe svolto "un intervento massiccio da parte di agenti della polizia penitenziaria" all'interno della sezione C del carcere di Opera, nel corso del quale "decine di detenuti" – una quarantina stando alle segnalazioni raccolte dall'Associazione Quei Bravi Ragazzi Family – "sarebbero stati oggetto di gravi violenze fisiche". In particolare, nella denuncia si parla di "detenuti colpiti con calci, pugni e oggetti contundenti" che avrebbero poi riportato "lesioni documentate di notevole serietà", ha riportato Mirabelli nell'interrogazione, come "traumi cranici, ecchimosi diffuse, sospette fratture nasali e agli arti superiori, lacerazioni".

Inoltre, dopo le presunte violenze, "i detenuti sarebbero stati condotti in celle prive di arredi, costretti a spogliarsi e lasciati per ore al freddo, senza cibo né acqua e senza accesso alle cure mediche, nonostante esplicite richieste di assistenza sanitaria", ha sottolineato ancora il senatore, riprendendo quanto denunciato nei giorni scorsi da Fanpage.it. Alcuni di loro avrebbero anche ricevuto minacce come: "Devi morire", "Se fossi io il capo vi ammazzerei coi manganelli in testa".

A rendere "ancora più grave" l'episodio, secondo Mirabelli, il fatto che esso non costituirebbe un evento isolato, bensì "l'epilogo di una situazione strutturale di degrado e violazione dei diritti umani" già formalmente segnalata nei mesi precedenti alla Procura. Lo scorso ottobre, infatti, circa 150 detenuti delle sezioni A, B e C del quarto piano del primo blocco del carcere di Opera aveva redatto una lettera collettiva indirizzata all'Associazione nella quale segnalavano "condizioni ambientali incompatibili con gli standard minimi di dignità" (tra cui assenza di acqua calda, muffa, infiltrazioni, illuminazione insufficiente, riscaldamento inadeguato, campanelli d'emergenza non funzionanti), presunte criticità sanitarie e un clima di tensione costante.

Questo quadro delineerebbe, secondo il senatore, una situazione di detenzione "svuotata della sua funzione rieducativa, ridotta a pura contenzione". Tali criticità, ha aggiunto Mirabelli, "non costituiscono un'anomalia circoscritta al solo istituto penitenziario di Opera, bensì rispecchiano una condizione sistemica" che attraverserebbe l'intero sistema penitenziario nazionale, come documentato anche dall'associazione Antigone nel suo rapporto di fine 2025. Per questo motivo, la presunta aggressione dello scorso 24 dicembre rappresenterebbe "la manifestazione visibile di un sistema che, in assenza di controlli efficaci e di cultura del rispetto dei diritti, rischia di strutturarsi su logiche brutali e incompatibili con i principi di uno Stato di diritto", aggravata anche dal fatto che le presunte criticità, nel caso specifico di Opera, "fossero note da mesi".

Per tutti questi motivi, il senatore del Pd ha chiesto al Ministero se intenda disporre un'ispezione ministeriale straordinaria volta ad accertare le responsabilità individuali e istituzionali, se non ritenga doveroso adottare "misure immediate" a tutela delle persone detenute nell'istituto e, in ultimo, se intenda promuovere un piano straordinario di verifica delle condizioni detentive negli istituti penitenziari nazionali.

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