20 Ottobre 2021
12:15

Davide Galimberti rieletto sindaco: “Varese ha preferito la concretezza al modello Salvini”

Davide Galimberti è stato riconfermato sindaco di Varese: “Al ballottaggio i cittadini avevano davanti due modelli: uno era quello dell’amministrazione uscente, molto concreta, e l’altro era una coalizione guidata sostanzialmente da Matteo Salvini – ha detto Galimberti intervistato da Fanpage.it -. Questo ha fatto la differenza, oltre alla voglia di continuità da parte della città su un’esperienza amministrativa ritenuta di successo”. Sulle Regionali del 2023: “In Lombardia è necessaria una svolta, si deve ragionare a uno schieramento ampio”.
A cura di Francesco Loiacono

Davide Galimberti è il vincitore delle elezioni comunali a Varese. Dopo il ballottaggio, il sindaco uscente, sostenuto da una coalizione che comprendeva il Pd e il Movimento 5 stelle (ma non Azione di Carlo Calenda), è stato riconfermato alla guida del secondo capoluogo di provincia lombardo al voto a queste amministrative 2021. Sconfitto il candidato sindaco del centrodestra Matteo Bianchi, deputato della Lega subentrato in corsa all'altro candidato designato, l'ex ministro Roberto Maroni. La riconferma di Galimberti come sindaco di Varese, città simbolo della Lega, è una vittoria importante per il centrosinistra. E potrebbe anche essere un "segnale", dopo la riconferma di Beppe Sala a Milano, in vista delle prossime elezioni regionali previste nel 2023. Fanpage.it ha intervistato il sindaco appena rieletto.

Sindaco, come commenta l'esito di questo ballottaggio? Rispetto al primo turno lei ha anche incrementato il vantaggio su Bianchi.

Sì, ho quasi raddoppiato in termini complessivi il consenso. Questo secondo me è frutto del fatto che al ballottaggio i cittadini avevano davanti due modelli: uno era quello dell'amministrazione uscente, della mia amministrazione, molto concreta, calata sul territorio, sulle cose da fare e sulle sfide che ci saranno col Pnrr per la città di Varese. E l'altro invece era il modello della coalizione guidata sostanzialmente da Matteo Salvini, che è venuto in città 5-6 volte nell'arco di poche settimane e ha caricato di peso politico una competizione amministrativa. Questo credo abbia fatto la differenza, oltre alla voglia di continuità da parte della città su un'esperienza amministrativa che è ritenuta di successo, positiva.

Come giudica la scarsa affluenza?

Quando si riducono gli elettori è indubbiamente un aspetto su cui riflettere. Però per quanto riguarda Varese mi piace sottolineare un dato: la voglia di partecipazione a livello di candidati di tanti amministratori giovani e di donne. Tant'è che sono stati eletti parecchi giovani e parecchie donne, e questa disponibilità è una novità assoluta rispetto al passato.

Donne e giovani saranno nella sua giunta?

Io avevo già una vice sindaca donna, adesso nell'arco di qualche giorno vedremo di formalizzare la giunta. Sicuramente sarà una giunta che terrà conto di tutte le espressioni emerse dalle elezioni e dalla voglia di continuità che questo voto amministrativo ha espresso.

Prima ha detto che Salvini ha caricato di peso politico le elezioni amministrative. E certo Varese è una città abbastanza importante per la Lega. Proiettando in chiave Regionali 2023 la sua vittoria e quella di Sala a Milano, crede che una coalizione larga sia la strada per battere il centrodestra?

Io in virtù anche dell'esperienza nazionale sono convinto che si debba tenere insieme, sulla base di un progetto politico, esperienze diverse a fronte della novità data dalla nuova fase che stiamo vivendo. E quindi alcuni pregiudizi, alcune contrapposizioni devono essere messe da parte. Ma quello che consente la convivenza anche con forze che fino ad oggi sono state distanti, e mi riferisco ad Azione e Cinque stelle, è il progetto amministrativo e politico per una regione che deve cambiare rotta.

L'esito delle elezioni di Varese e Milano può essere un segnale in vista delle Regionali 2023? 

Sicuramente è necessaria una svolta in Regione Lombardia, anche perché mi sembra – e i voti di Milano e Varese lo confermano – che l'area moderata del centrodestra è fortemente insoddisfatta della permanenza all'interno dell'attuale coalizione. E quindi penso che si debba ragionare a uno schieramento ampio che prepari un'alternativa convincente sul programma e sull'azione di governo regionale.

Crede che l'elettorato moderato sia spaventato dal centrodestra a trazione Fratelli d'Italia – Lega?

Indubbiamente sì, soprattutto perché il governo nazionale proseguirà la sua esperienza e quindi la Lega dovrà assumere una decisione finale rispetto allo stare dentro o stare fuori, senza ambiguità. E penso che gli elettori moderati questa non chiarezza sulla permanenza nel governo nazionale la soffrano molto.

Se ci fosse stato Maroni come suo competitor sarebbe cambiato qualcosa?

È indubbiamente un candidato di grande prestigio, ma sono convinto che soprattutto alle elezioni amministrative contino il programma e la prospettiva. Non so come sarebbe andata, però è stato molto bello il fatto che ci sia stata in questi cinque anni una collaborazione con lui, anche quando è stato presidente della Regione.

Quali saranno le sue linee di indirizzo principali, soprattutto nell'immediato?

Sicuramente la predisposizione di progetti per attingere alle risorse del Pnrr. Poi incontrerò nei prossimi giorni i candidati sindaci di tutti gli schieramenti che non entreranno in Consiglio comunale per arricchire le linee programmatiche di idee e proposte che arrivano da loro, per avere una completa rappresentanza. Questo credo sia importante anche per quello che dicevo prima a proposito dell'epoca dell'inclusione di tutte le anime.

Per il candidato di Azione ci sarà un posto o un incarico particolare?

No, questo lo escludo. Parlo in termini di contributo programmatico: essendoci stata una campagna elettorale che ha proposto una serie di idee, alcune proposte anche dagli altri candidati, può essere interessante un confronto per vedere se troveranno spazio all'interno del programma della componente di maggioranza.

Varese potrebbe diventare una sorta di modello o laboratorio in vista dell'allargamento della coalizione per battere il centrodestra alle prossime Regionali in Lombardia? 

Perché no, il mio è però più un coinvolgimento di tutti, anche del candidato della Lega. Proprio per capire, vista l'epoca e il fatto che bisogna raccogliere la massima disponibilità e collaborazione, se si possono trovare delle modalità di collaborazione legate a progetti e interventi che sono ritenuti interessanti anche dalla maggioranza, per poi cercare di attuarli.

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