Doveva essere uno dei tanti lanci con il paracadute che ha fatto nella sua vita, ma qualcosa nel pomeriggio di sabato 17 aprile è andato storto. Dopo un minuto dal lancio il paracadute non si apre. Un guasto che è costato la vita a Carlo Maestri, 60enne paracadutista esperto residente a Sant'Ilario d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, ma che sabato pomeriggio poco prima delle 14 è decollato dall'aeroporto di Cremona.

Il paracadute di riserva si apre troppo tardi

Stando alla prima ricostruzione dell'accaduto Maestri si era lanciato dall'aereo con un istruttore ma dopo un minuto, esattamente come prevede il manuale, i due si sono separati per procedere con l'apertura del paracadute. Ma a differenza di quello dell'istruttore che si è aperto regolarmente, il paracadute di Maestri resta chiuso. Dai primi accertamenti della polizia è emerso che l'uomo avesse provato ad aprire quello di riserva, senza riuscirci, solo a pochi metri dall'impatto con il suolo. Strano dunque per un esperto come lui. Cosa che quindi lascia perplessi gli investigatori: per questo non si esclude l'ipotesi che il 60enne sia stato colpito da un malore in fase di discesa.

L'ipotesi di un malore durante la discesa

Il corpo dell'uomo è stato trovato in un campo aratro a pochi passi dall'aeroporto. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei soccorritori del 118 arrivati sul posto. Intanto gli agenti di polizia hanno provveduto con i rilievi del caso: il paracadute è stato sequestrato. I poliziotti hanno poi sentito l'istruttore per cercare di ricostruire nel dettaglio i minuti prima della morte. Intanto il presidente dell'Aero Club, come riporta La Repubblica, crede si sia trattato di un errore umano: "L'apertura del paracadute di riserva è avvenuta a troppi pochi metri dal suolo. Maestri lo sapeva, era un esperto. Per questo penso che sia stato vittima di un malore".