Rimane molto delicata la situazione nel Bresciano, provincia lombarda maggiormente colpita da quella che il consulente della Regione Lombardia Guido Bertolaso ha dichiarato essere la terza ondata del contagio. In appena 24 ore, sono quasi raddoppiate le positività, passando dai 506 contagi registrati ieri ai 901 segnalati oggi, mercoledì 24 febbraio, ovvero quasi un terzo di quelli registrati nell'inter Lombardia.

Vicesindaca Brescia: Ora scopriamo molti più asintomatici

In merito all'aumento, esponenziale, dei casi da Covid-19, la vicesindaca Laura Castelletti ha spiegato a Fanpage.it che "con l'accessibilità ai tamponi la gente finalmente può farli, scoprendo se è positiva o meno". Certamente, però, il vasto screening serve per scovare gli asintomatici per "bloccarli" per tempo e non consentire al virus di trasmettersi in altri individui. In ogni caso, l'aumento dei contagi registrato negli ultimi giorni, che ha indotto la Regione ad istituire una zona arancione rinforzata in tutta la provincia, sta provocando un maggiore stress per gli ospedali.

La Castelletti: Siamo messi come a marzo 2020

La vicesindaca ha infatti rivelato che "molti pronti soccorso hanno dovuto chiudere le porte perché non riescono più a gestire i pazienti, dirottando molti di questi ultimi verso altri nosocomi". Ciò, ha poi detto la vicesindaca di Brescia, significa una sola cosa: "Siamo messi come a marzo del 2020". Per questo ha chiesto a Regione e Governo di accelerare con le vaccinazioni, "perché poteva starci anche qualcosa in più della zona arancione rinforzata, ma è fondamentale vaccinare quanto prima quanta più gente possibile". In tal senso, la Regione ha rimodulato la programmazione della campagna vaccinale. Importante sarà reperire quante più dosi possibile.