La Regione ha diramato come ogni giorno i dati del bollettino di oggi, venerdì 16 ottobre, relativo all'emergenza da Coronavirus in Lombardia. Secondo quanto riportato, nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 2.419 nuovi contagi da Covid-19 su 30.587 tamponi effettuati. Per quanto riguarda i decessi, da ieri sono stati registrati 7 morti (ieri erano 26). Da febbraio, stando ai dati ufficiali, sono deceduti 17.044 cittadini. In totale, in Lombardia, sono stati effettuati 2.442.250 tamponi da inizio pandemia.

I dati del bollettino della Lombardia

Con l'aumentare dei contagi aumentano anche i ricoveri in ospedale di pazienti che necessitano cure più approfondite. In un giorno il numero dei degenti è salito di 108 unità, portando il totale a 834. Diminuisce anche, seppure in misura minore, il numero dei ricoverati in terapia intensiva: da ieri sono diminuiti di uno i nuovi pazienti che hanno bisogno della ventilazione assistita per respirare meglio, per un totale di 71. Cresce significativamente anche il numero dei guariti, ora 84.958 (più 334 in 24 ore).

I contagi provincia per provincia

Quella di Milano si conferma la provincia più colpita dalla seconda ondata da Coronavirus contando 1.319 nuovi contagi in appena 24 ore, dei quali 604 segnalati in città, 100 in più di ieri. Boom di casi a Varese, dove sono 158 i nuovi contagiati. Cresce ancora anche il numero dei nuovi positivi di Monza e Brianza con 183 persone contagiate in più rispetto a ieri. Per quanto riguarda Bergamo e Brescia, sono rispettivamente 38 e 105 i nuovi Covid positivi segnalati dalle Ats. Nel Lodigiano sono stati segnalati 55 casi, nel Mantovano 31 e nel Pavese ben 120. Sono 16 i nuovi casi nella provincia di Sondrio e 190 in quella di Como. Nella provincia di Lecco sono stati segnalati 64 nuovi contagi da Covid mentre a Cremona ne sono stati trovati 32.

L'epidemiologo La Vecchia su aumento casi: Commessi errori evitabili

Sul tema dell'aumento dei contagi a Milano e nel resto della Lombardia è intervenuto anche Carlo La Vecchia, docente ed epidemiologo dell'Università Statale di Milano, che , intervistato da Fanpage.it, ha provato a spiegare quanto sta accadendo: "L'impennata degli indicatori avvenuta negli ultimi dieci giorni ha sorpreso tutti. Prima la curva era piatta e improvvisamente la situazione è peggiorata. È evidente che ci sono stati degli errori, ma paura e panico non sono giustificati in questo momento – ha continuato – l'aumento dei casi rilevato è legato al numero molto alto di tamponi e negli ospedali la situazione è ancora gestibile". "Ormai è troppo difficile tracciare, dobbiamo schermare i pazienti fragili, gli anziani e i malati. L’obiettivo deve essere curare al meglio e con tempestività", ha concluso.