Coordinò la fuga di Artem Uss, la Corte d’Appello riduce la pena di un anno a Dmitry ‘Dima’ Chirakadze

Da tre anni e due mesi, a due anni e due mesi. La Corte d'Appello di Milano ha ridotto di un anno la condanna nei confronti di Dmitry ‘Dima' Chirakadze, l'aristocratico russo imputato davanti alla Corte d'appello di Milano per essere stato il "coordinatore" dell'evasione di Artem Uss, il figlio del magnate russo che nel marzo 2023 era ai domiciliari nel milanese in attesa di estradizione negli Usa. Il collegio – presieduto da Vincenzo Tutinelli – avrebbe così inflitto 2 anni e 2 mesi all'uomo, revocando anche l'interdizione dai pubblici uffici. Le motivazioni di questa decisione, come da prassi, saranno depositate in 90 giorni.
Secondo quanto si apprende, vista la riduzione della pena la difesa ha presentato istanza di arresti domiciliari nei confronti del 56enne in carcere a Opera dal giugno 2024. In primo grado Chirakadze era stato condannato a 3 anni e 2 mesi, senza il riconoscimento dell'aggravante della transnazionalità. Punto, questo, su cui la procura ha impugnato la sentenza.
L'operazione di ‘esfiltrazione' di Uss risale al marzo 2024 e, secondo l'inchiesta, sarebbe stata messa a punto da un commando di più persone, tra cui il 56enne, "co-fondatore del gruppo Pravo.ru", proprietario di un sistema che fornisce assistenza ai siti web dei tribunali russi. Per la vicenda tre persone hanno patteggiato a pene fino a un massino di tre anni. Si tratta di Vladimir Jovancic, bosniaco detto "Vlado il vecchio", di suo figlio Boris di 26 anni e dello sloveno Matej Janezic.
Secondo il Tribunale di Milano – che il 22 maggio 2025 aveva condannato Dmitry ‘Dima' Chirakadze a 3 anni e 2 mesi per il reato di procurata evasione – l'uomo avrebbe presenziato agli incontri organizzativi, mantenuto "costanti rapporti" con i familiari di Artem Uss e incontrato all'estero, in più circostanze, gli uomini coinvolti nella fuga: a incastrarlo sarebbero state anche le liste di imbarco dei voli, che avrebbero permesso di riscontrare la sua presenza nelle diverse città italiane ed estere dove sarebbero avvenuti gli incontri preparatori alla fuga.