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Confermato il controllo giudiziario per Foodinho-Glovo: “Sfruttati 40mila rider in tutta Italia”

Il gip di Milano ha convalidato il provvedimento di controllo giudiziario per Foodinho, la società milanese del colosso spagnolo del delivery Glovo. Secondo l’accusa, sarebbero stati sfruttati 40mila rider “approfittando dello stato di bisogno”.
A cura di Enrico Spaccini
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Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, Roberto Crepaldi, ha convalidato il provvedimento con il quale la scorsa settimana il pm Paolo Storari ha disposto in via d'urgenza il controllo giudiziario nei confronti di Foodihno, la società milanese di delivery food del colosso spagnolo Glovo al centro di una indagine per caporalato. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, circa 40mila rider impiegati in tutta Italia sarebbero stati sfruttati "approfittando dello stato di bisogno", il che avrebbe permesso all'azienda di impiegare "manodopera in condizioni di sfruttamento". L'amministratore giudiziario dovrà, quindi, "garantire il ripristino della legalità" affiancando gli imprenditori nella gestione dell'azienda.

Dalle indagini condotte dai carabinieri del nucleo Ispettorato del Lavoro e coordinate dalla Procura di Milano, attraverso Foodihno il colosso Glovo avrebbe sfruttato 40mila rider "lavoratori, formalmente autonomi in regime forfettario" ma "in realtà da considerarsi lavoratori dipendenti a pieno titolo". Dagli accertamenti sarebbe emerso che i rider percepivano redditi annui "sotto la soglia di povertà, in alcuni casi casi inferiore fino al 76,95 per cento e inferiore fino al 81,62 per cento rispetto al contratto collettivo".

Un rider alcuni giorni fa ha raccontato a Fanpage.it di aver lavorato per Glovo a Milano tra il 2021 e il 2025. "Ero attivo oltre 8 ore al giorno e venivo pagato tra 2,50 e 4 euro a consegna", ha ricordato. Quando poi era rimasto vittima di un incidente in motorino durante l'orario di lavoro, "è sceso il numero di consegne che potevo effettuare e anche il mio guadagno. Ho chiesto a Glovo di essere rimborsato per l'incidente e da lì sono iniziati i problemi con l'azienda". Il 37enne ha spiegato di essersene dovuto andare dopo che gli era stata bloccata l'app.

Su richiesta della Procura, ora il gip del Tribunale di Milano ha convalidato il provvedimento del controllo giudiziario per Foodinho. Il giudice Crepaldi ha spiegato che non avrà "un compito di supplenza rispetto ad altre agenzie o poteri dello Stato rimasti inermi" e nemmeno lo scopo di "adottare metodi che impongano alle imprese scelte organizzative con la forza propria del sistema penale", ma anzi dovrà garantire il ripristino della legalità, mediante" il monitoraggio "delle scelte dell'imprenditore che si ritiene l'abbia violata".

La posizione di Glovo

Con un comunicato stampa, Glovo ha chiarito la propria posizione in merito all'inchiesta della Procura di Milano: "Ieri il Tribunale di Milano ha confermato la nomina di un amministratore giudiziario. È importante chiarire che né il Tribunale né la Procura hanno ordinato a Glovo di assumere 40mila rider, contrariamente a quanto riportato in modo inesatto da alcune ricostruzioni mediatiche. Glovo prende atto della nomina dell’amministratore ed è impegnata a fornire all’indagine in corso tutti i fatti e i dati rilevanti, che dimostreranno come i rider ricevano un compenso equo e pienamente conforme a tutti i requisiti di legge. L’azienda ribadisce la propria disponibilità a collaborare in modo costruttivo con le autorità nel corso di tutto il procedimento".

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