Condannata a 1 anno e 6 mesi la stalker di Madelina Ghenea, l’attrice: “È sbagliato tacere, denunciate”

È stata condannata in primo grado a 1 anno e 6 mesi di reclusione la 45enne accusata di stalking nei confronti della modella e attrice Madalina Ghenea. La giudice Elisabetta Canevini, presidente della Quinta sezione penale del Tribunale di Milano, ha disposto nei confronti dell'imputata anche un percorso in un centro di recupero da compiere quando la sentenza sarà diventata definitiva. La Procura aveva chiesto una condanna a 2 anni di reclusione e un risarcimento di 5 milioni di euro per Ghenea e la madre, costituite parti civili. La giudice, però, ha stabilito provvisionali per 40mila e 10mila euro e che i danni dovranno essere liquidati con un procedimento civile.
Gli insulti e le minacce di morte
Stando a quanto denunciato da Ghenea, dal 2016 i suoi account social sarebbero stati sommersi da commenti offensivi e minacce di morte. L'attrice, star del film Youth di Paolo Sorrentino, aveva presentato denuncia nel 2021, portando all'attenzione della Procura di Milano migliaia di messaggi ricevuti da diversi profili. Secondo gli investigatori, dietro a tutto questo ci sarebbe stata una donna di 45 anni domiciliata a Limbiate (in provincia di Monza e della Brianza) e originaria della Romania proprio come l'attrice.
Difesa dall'avvocato Fabio Martinez, la 45enne si è sempre dichiarata innocente, sostenendo che qualcuno si sarebbe "impossessato fraudolentemente" delle sue credenziali sui social e quindi postato quei commenti persecutori e le minacce.
La decisione del Tribunale
Oggi, mercoledì 4 febbraio, è arrivata la sentenza di primo grado. La Procura aveva chiesto una condanna a 2 anni di reclusione per stalking per la 45enne. La vice procuratrice onoraria, Marisa Marchini, aveva proposto di riconoscere all'imputata le attenuanti generiche equivalenti all'aggravante dell'uso del mezzo informatico. L'avvocata Maria Manuela Mascalchi, legale di Ghenea, invece aveva chiesto un risarcimento di 5 milioni di euro con provvisionale da 500mila euro per la 37enne e per sua madre 200mila euro di danni e 50mila euro di provvisionale.
La giudice Canevini ha deciso di accogliere la richiesta della Procura, ma di abbassare la pena a 1 anno e 6 mesi di reclusione, con la sospensione condizionale subordinata al versamento provvisionale (50mila euro in totale) entro due mesi dal giudizio in giudicato. Per quanto riguarda i risarcimenti, questi dovranno essere stabiliti con un procedimento civile. L'avvocato della 45enne ha detto che aspetterà di leggere le motivazioni prima di decidere se ricorrere in Appello.
"Lottare per la propria vita in un'aula di Tribunale non è una cosa normale. Ma tacere e ignorare una situazione del genere penso sia una delle cose più sbagliate", ha commentato Ghenea al termine dell'udienza: "Oggi sono qui per mia figlia e mia mamma e per tutte le donne vittime di odio. Denunciate, denunciate denunciate".