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Chi era Enzo Ambrosino, 30enne ucciso a coltellate e colpi di mazza in un agguato sotto casa a Induno Olona

È Enzo Ambrosino il 30enne che è stato ucciso a colpi di coltello e di mazza davanti alla sua abitazione a Induno Olona (Varese). L’uomo, ex imbianchino e papà di due figli di 4 e 9 anni, sarebbe stato vittima di un agguato.
A cura di Giulia Ghirardi
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Enzo Ambrosino
Enzo Ambrosino

Si chiamava Enzo Ambrosino l'uomo di 30 anni che nel corso della notte tra venerdì 10 e sabato 11 aprile è stato ucciso a colpi di coltello e di mazza davanti alla sua abitazione in via Porro a Induno Olona, un piccolo comune in provincia di Varese.

Stando alle prime informazioni disponibili, il 30enne – ex imbianchino che aveva iniziato a lavorare come panettiere a Como e da poco si era trasferito a Induno Olona dalla vicina Buguggiate – sarebbe stato aggredito di ritorno a casa dalla festa di compleanno di uno dei figli: si tratterebbe di un agguato il cui movente, però, resta ancora sconosciuto.

La dinamica dell'omicidio

I fatti si sarebbero verificati poco prima dell'1:00 di sabato 11 aprile davanti all'edificio dove Ambrosino abitava, al civico 85 di via Porro a Induno Olona. È lì che, secondo le informazioni disponibili sino a questo momento, il 30enne è stato aggredito da un gruppo di cinque o sei persone sopraggiunto a bordo di un'auto e di una moto.

In suo soccorso sono subito intervenuti il padre e il fratello, anche loro residenti nello stesso stabile: in breve è nata una rissa nella quale Ambrosino ha perso la vita, mentre il padre 50enne e il fratello 27enne, rimasti gravemente feriti, a sono stati trasferiti in ospedale. Un residente che ha assistito alla colluttazione, la descrive così: "Ho sentito delle urla, persone che scappavano. Il ragazzo era già a terra in un lago di sangue, lo hanno picchiato con delle sbarre, poi lo hanno accoltellato". Una volta giunti sul posto, gli operatori sanitari del 118 non avrebbero potuto far altro che constatare il decesso del 30enne per il quale non c'era più nulla che si potesse fare.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Arcisate e del comando provinciale di Varese che, sotto il coordinamento della procura di Varese, per tutta la notte hanno raccolto le testimonianze di chi ha assistito alla rissa per chiarire l'esatta dinamica dei fatti e accertare le responsabilità di tutte le persone coinvolte. Nel frattempo, i militari stanno analizzando le telecamere della zona. Secondo la testimonianza resa dal padre, sentito ieri pomeriggio dagli inquirenti, il figlio sarebbe stato vittima di un agguato il cui movente, però, resta ancora sconosciuto.

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