Foto Fb: Francesco Vassallo
in foto: Foto Fb: Francesco Vassallo

"Credo sia stata un'azione preventiva per cercare di contenere il più possibile l'epidemia per arrivare in tempo e non in ritardo". Commenta così a Fanpage.it il sindaco di Bollate Francesco Vassallo la decisione di porre il comune da lui amministrato in zona rossa, insieme a Viggiù, Mede e Castrezzato, a partire da domani, mercoledì 17 febbraio.

Il sindaco di Bollate: Misura adottata per il bene della comunità

Il primo cittadino del paese in provincia di Milano ha spiegato che "oggi ho sentito il direttore dell'Ats che preparava la relazione per il Cts regionale, ma non mi hanno fornito numeri definitivi". Per questo motivo, il sindaco aggiunge che "non credo sia stato un problema di numeri, che credo siano contenuti, quanto il fatto della posizione geografica che è a sette chilometri da Milano". Nella riflessione offerta da Vassallo, dunque, si evince come possa essere stato fondamentale limitare gli "spostamenti verso il capoluogo di regione e altri comuni", perché questi "avrebbero potuto coinvolgere portatori asintomatici altrove". Per il sindaco di Bollate si tratterebbe dunque di "un'azione preventiva per cercare di contenere l'epidemia il più possibile". La decisione è stata accolta dunque senza grossi scossoni emotivi, in quanto "parliamo di una zona rossa normale e non del lockdown", istituita "per il bene di tutti". È importante, sottolinea ancora Vassallo, "far presente che la misura è stata adottata per la comunità per evitare danni peggiori che potrebbero protrarsi a lungo nel tempo". Infine, il primo cittadino ribadisce che "i numeri ufficiosi" di cui è in possesso "non facevano pensare a questa misura, ma in un anno di pandemia ho imparato che è meglio non sottovalutare nulla".