Foto di repertorio
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La storia di Ilenia del marito Egidio e del piccolo Federico é la prova che si può vincere contro il virus. Che si può finire in terapia intensiva per Covid, partorire il proprio bambino, ma anche uscire dall'incubo e ritornare a casa con la famiglia allargata. È la trama di una storia iniziata il 12 marzo all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, proprio quando il virus stava iniziando a mostrare tutta la sua forza. Qui Federico è nato prematuro, pesava 1 chilo e 170 grammi, da mamma positiva al tampone: nonché uno dei 77 bimbi nati durante l'emergenza da donne contagiate del coronavirus e ricoverate nell'ospedale bergamasco. Ed è proprio seguendo casi come quello di Ilenia e del suo bambino che la pediatra Giovanna Mangili, direttrice della Patologia neonatale e terapia intensiva del Papa Giovanni, scopre che "il virus Sars-Cov-2 si trasmette attraverso la placenta". Dei 77 nati però solo due di loro risulteranno positivi al Covid per poi guarire pochi giorni dopo.

Madre e figlio si incontrano 41 giorni dopo il parto

Negli stessi giorni in cui Ilenia con l'ossigeno combatteva il virus perde i suoceri a distanza di poco tempo l'uno dall'altro: i decessi sono avvenuti per infarto e per crisi respiratoria, ma non si saprà mai se per colpa del Covid. Al "Corriere della Sera" Ilenia racconta quei giorni in terapia intensiva: "Per fortuna non avevo ben realizzato quale pericolo stessimo correndo io e mio figlio". Per alcuni giorni Ilenia ha vissuto con il caschetto dell'ossigeno mentre doveva superare tosse, febbre e insufficienza respiratoria. E aggiunge: "Sentivo un senso di paura diffusa attorno a me. Le infermiere che nelle tute protettive si prendevano cura di me, mi davano il senso del distacco dal resto del mondo e dalla mia famiglia. Ancora adesso mi sembra di trovarmi là, mentre guardo oltre i vetri e aspetto che finisca". Dopo il parto madre e figlio vengono subito allontanati. L'incontro tra i due avverrà non prima del 23 aprile nel centro di terapia intensiva neonatale dove Federico in quel momento stava ancora combattendo contro il virus. Il lieto fine arriva il 18 maggio, quando il piccolo viene dimesso.