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Si chiama "infermiere di famiglia e di comunità" e la sua missione è quella di potenziare gli interventi preventivi per evitare il diffondersi del contagi. Accade a Bergamo, nella zona di competenza dell'Asst Papa Giovanni dove si sta adottando qualsiasi misura possibile per evitare di rivivere l'emergenza sanitaria di marzo e aprile. Tra i piani ci sono anche i nuovi 39 infermieri che saranno operativi a novembre dopo che termineranno i corsi di formazione coordinati dalla responsabile Monica Casati e iniziati lo scorso 6 ottobre all'auditorio "L. Parenzan" dell'ospedale di Bergamo: "Collaboreranno per il monitoraggio delle persone in isolamento domiciliare e favoriranno il raccordo con i servizi di prevenzione e cure primarie dell’Ats, con i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta, le Unità speciali di continuità assistenziale (Usca) e le Unità Territoriali per l’Emergenza Sociale Covid-19 (Utes)", fanno sapere dall'ospedale. Tutto per bloccare in tempo la malattia prima che degeneri e richieda il ricovero in ospedale. A martedì 13 ottobre al Papa Giovanni i ricoverati in terapia intensiva sono due, entrambi già intubati.

Gli infermieri daranno informazioni anche sulla campagna vaccinale

"Già da novembre l’infermiere di famiglia e di comunità – spiega Fabrizio Limonta, direttore sociosanitario dell'Asst Papa Giovanni XXIII – potrà fornire un contributo rilevante per il contrasto alla diffusione del Covid-19 e opererà in stretto coordinamento con i servizi sanitari e sociosanitari del Papa Giovanni, con i medici di medicina generale e con tutta la rete dei servizi sociosanitari e sociali presenti nel territorio". Sul territorio gli infermieri non metteranno in campo solo il loro supporto medico, ma educheranno anche le famiglie sui comportamenti da seguire sull'isolamento e sulla collaborazione alla campagna vaccinale antinfluenzale.

I nuovi infermieri scelti tra i dipendenti dell'Asst di Bergamo

La presenza dei nuovi professionisti sul territorio è stata decisa da Regione Lombardia e il personale è stato reclutato direttamente dalla direzione socio sanitaria del Papa Giovanni XXIII che li ha scelti tra i dipendenti dell'azienda socio sanitaria territoriale sulla base di criteri formativi e di carriera professionale"Questa nuova funzione infermieristica – spiega il direttore della Direzione delle professioni sanitarie e sociali dell'Asst Papa Giovanni XXIII Simonetta Cesa – a livello territoriale completa l’insieme delle figure preposte a garantire la continuità delle cure e della presa in carico assistenziale. Sostiene, attraverso il lavoro di rete, l’integrazione tra la persona assistita, la sua famiglia e i diversi interlocutori con i sistemi che costituiscono la rete territoriale. L’infermiere di famiglia e comunità rappresenta una figura chiave per agevolare la conoscenza e l’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari e promuovere la salute e la tutela dei singoli individui, delle famiglie e della comunità".