Anziani in rivolta nel quartiere Giambellino di Milano dove alcune nonnine sono scese in strada con cartelli alla mano per chiedere che il nuovo medico di medicina generale venga assegnato in una zona più vicina e raggiungibile. Da fine giugno infatti 1.800 persone dovranno fare i conti con il pensionamento del proprio medico di famiglia, il dottore Carlo Lorenzo Veneroni il cui studio è proprio all'interno del quartiere in cui le anziane vivono. Il suo ambulatorio non potrà essere utilizzato perché posto in vendita e soprattutto perché nessun successore avrà l'obbligo di operare vicino allo studio del vecchio medico di base.

Le anziane: Pronte allo sciopero della fame e a incatenarci

"Questi anziani hanno diverse patologie e allontanare il loro medico di base fa sì che loro si sentano abbandonati. Hanno assegnato tre medici di base, ma sono tutti e tre molto lontani", racconta a Fanpage.it Maria Palomares attiva in alcuni comitati di quartiere e che assiste molte di queste persone. Alcuni di loro convivono con una malattia che gli impedisce di muoversi dalla loro abitazione e così: "Un medico distante anche un chilometro da casa diventa per loro un ostacolo insormontabile".

Le anziane intanto minacciano di fare uno sciopero della fame e di incatenarsi: "Rischiano la vita per combattere e avere un medico – continua Palomares -. Vogliamo l'assessora Letizia Moratti qui perché non è giusto che non ci sia il medico. Tutti si devono mettere una mano sul cuore e pensare alle condizioni di questi anziani".

Senna: Incentiveremo i medici a operare in quartieri periferici

A lavorare su questa questione e trovare una soluzione nel minor tempo possibile, è il consigliere regionale di Regione Lombardia Gianmarco Senna che sempre a Fanpage.it spiega: "Si sta cercando di risolvere il problema il prima possibile. Purtroppo ci sono stati tagli alla sanità per tanti anni e stiamo cercando di trovare un equilibrio sul territorio". Senna spiega che si sta lavorando per incentivare i medici di base a operare in queste zone periferiche: "Con Aler stiamo cercando di individuare degli appartamenti in cui poi far aprire degli studi. La questione è comunque attenzionata da Regione Lombardia, Ats e dal presidente della commissione Sanità che sta dialogando con l'assessorato. Purtroppo però non è un problema risolvibile solo a livello regionale, è necessario un intervento del Governo soprattutto adesso che i fondi ci sono. Il nostro obiettivo rimane comunque quello di risolvere in maniera definitiva questo problema che non riguarda solo il Giambellino ma tantissime altre zone".