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Ancora un morto sul lavoro in Lombardia: operaio resta schiacciato in un incidente a Leffe

Ennesimo incidente mortale sul lavoro in Lombardia. Un operaio di 59 anni è morto questa mattina all’interno di una ditta di materie plastiche di Leffe, in provincia di Bergamo. Ancora da accertare la dinamica dell’incidente: l’Azienda regionale emergenza urgenza parla di un trauma da schiacciamento alla testa e al torace.
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A cura di Francesco Loiacono
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(Foto repertorio)
(Foto repertorio)

Ancora una tragedia sul lavoro in Lombardia, ancora un morto, il 33esimo dall'inizio dell'anno nella regione. L'ennesimo incidente mortale si è verificato nella mattinata di oggi, venerdì 4 giugno, a Leffe, in provincia di Bergamo. La vittima è un uomo di 59 anni, di cui al momento sono state rese note le iniziali: B.B.. L'uomo, di professione operaio, stava lavorando all'interno della ditta Plastic Leffe, azienda di materie plastiche che si trova in via Pezzoli D'Albertoni, quando è rimasto vittima di un incidente. L'esatta dinamica di quanto accaduto è ancora da accertare, ma l'Azienda regionale emergenza urgenza riferisce che l'uomo ha subìto un "trauma da schiacciamento alla testa e al torace" che si è rivelato fatale.

Per l'operaio non c'è stato niente da fare: è la 33esima vittima sul lavoro in Lombardia

L'intervento dei soccorsi è avvenuto alle 7.44. Sul posto sono intervenute un'ambulanza e un'automedica del 118, oltre ai carabinieri e ai vigili del fuoco. Per il 59enne però non c'era ormai più niente da fare, se non la constatazione di decesso. Spetterà adesso ai carabinieri del comando provinciale di Bergamo accertare con esattezza cosa abbia provocato l'ennesima vittima sul lavoro in Lombardia. Appena quattro giorni fa l'ultimo incidente mortale: un operaio 54enne, padre di famiglia, era morto precipitando da circa dieci metri d'altezza mentre puliva la condotta di una fonderia a Torbole Casaglia, in provincia di Brescia. La notizia della sua morte era arrivata proprio mentre i sindacati Cgil, Cisl e Uil erano in presidio sotto la sede della Regione per chiedere maggiore sicurezza e fermare "la strage nei luoghi di lavoro". Una strage che però non accenna a interrompersi.

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