Alessio Paladino morto in un incidente con la moto in A4, la famiglia: “Se avete video o informazioni, aiutateci”

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Alessio Paladino
Lo scorso 9 ottobre Alessio Paladino è morto in un incidente con la moto lungo l’autostrada A4 tra lo svincolo di Pero Fiera Milano e l’innesto di viale Certosa. La famiglia del 24enne ha lanciato un appello per ottenere informazioni sulla dinamica dello scontro con l’auto che ha portato al suo decesso.

Alessio Paladino è morto a 24 anni lo scorso venerdì 9 ottobre in seguito a un incidente stradale avvenuto lungo l'autostrada A4 Torino-Venezia. Tra lo svincolo di Pero Fiera Milano e l'innesto di viale Certosa, la sua moto Honda CBR si sarebbe scontrata con la parte posteriore di un'Audi Q3 con una dinamica ancora da accertare. A causa dell'impatto, il giovane motociclista è finito oltre il guardrail, precipitando dal cavalcavia sulla strada sottostante. "La polizia ci ha detto che era ancora vivo in quegli istanti", hanno raccontato a Fanpage.it Karla e Giada, rispettivamente cognata e cugina di Paladino, "un uomo con un paio di guanti gli ha prestato i primi soccorsi, ma poi è scomparso. Non sappiamo se Alessio gli abbia detto qualcosa prima di morire, non conosciamo nemmeno la vera dinamica dell'incidente e se in qualche modo si potesse salvare. Se qualcuno ha visto quanto accaduto, ci aiuterebbe anche a darci una risposta e pace a quello che è successo".

Il viaggio verso Nova Milanese e l'incidente

Karla e Giada hanno ricordato quanto accaduto lo scorso 9 ottobre. Paladino era partito da Campospinoso Albaredo (in provincia di Pavia) intorno alle 18:30 con la sua moto per andare dal cugino che vive a Nova Milanese. "È una strada che conosceva bene e percorreva molto spesso", hanno spiegato, "di solito in un'ora arrivava". Quel giorno, però, alle 19:30 il 24enne non era ancora arrivato. "Ci siamo messi alla ricerca di Alessio intorno alle 20:30", ha detto Karla, "all'inizio pensavamo che potesse aver cambiato i suoi piani e che fosse andato da un'altra parte, ma poi sono usciti i primi post e gli articoli sull'incidente. Temevamo potesse trattarsi di lui".

La certezza che la vittima dello scontro tra un'auto e una moto avvenuto non lontano da Cascina Merlata fosse proprio Paladino, è arrivata non molto tempo dopo. "La polizia è andata a casa dei suoi genitori e li ha avvisati di quanto accaduto", ha continuato la cognata del 24enne, "ma non sono riusciti a spiegarci bene la dinamica dell'impatto".

"Dopo lo scontro Alessio era ancora vivo, forse poteva finire diversamente"

L'impatto tra la Honda di Paladino e la Q3 di un 40enne è avvenuto in un punto in cui la strada a quattro corsie si divide in due. Paladino aveva preso quelle di sinistra e, dopo pochi metri, ha impattato contro la parte posteriore dell'auto. "Alcuni hanno detto che Alessio l'ha tamponata, altri che hanno visto prima l'Audi sterzare da destra a sinistra e che probabilmente lui l'ha colpita in coda mentre cercava di sorpassarla", ha detto Karla. Dopo l'impatto, la moto ha continuato la sua corsa, ma il giovane motociclista è precipitato dal cavalcavia.

Quando ormai Paladino si trovava tra l'erba accanto alla carreggiata sottostante, un uomo si sarebbe avvicinato a lui per prestargli i primi soccorsi. "Abbiamo una foto di lui, portava i guanti", ha ricordato la cognata, "non sappiamo se Alessio gli abbia detto qualcosa prima di morire, perché non sappiamo chi sia ed è andato via subito dopo". I sanitari sono arrivati nel giro di pochi minuti: "La prima ambulanza è arrivata da sopra il cavalcavia, quindi solo la seconda è potuta intervenire, quando ormai erano passati circa 20 secondi", ha spiegato Karla, "non sappiamo se in questo lasso di tempo sia cambiato qualcosa. La polizia ci ha detto che dopo la caduta Alessio era ancora vivo. Portava uno zaino Patagonia grigio chiaro, il casco era di un grigio scuro con delle macchie rosse. In obitorio abbiamo potuto vedere che aveva una felpa blu".

Le indagini per ricostruire quanto accaduto con esattezza il 9 ottobre sono coordinate dal pm Giovanni Polizzi della Procura di Milano. La famiglia di Paladino si è rivolta all'avvocata Marta Salerno, la quale ha richiesto l'accesso agli atti. In attesa che vengano disposti i primi accertamenti, i parenti del giovane motociclista hanno lanciato un appello: "La strada era molto trafficata a quell'ora. Se c'è qualcuno che ha visto come sono andate le cose o se ha una foto o un filmato, sarebbe molto utile per ricostruire cos'è veramente successo quella sera".

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