Un corpo che pareva privo di vita "spostato rimosso, posizionato, adagiato, rivoltato, abusato, come se fosse quello di una bambola di pezza". Con queste parole il giudice per le indagini preliminari di Milano, Tommaso Perna, descrive la situazione della vittima della violenza sessuale di cui è accusato Alberto Genovese, il manager e fondatore di start-up accusato di violenza sessuale, lesioni, sequestro di persona e spaccio, nell'atto di convalida dell'arresto.

Alberto Genovese arrestato per stupro, le parole del gip

L'indagine, partita dalla denuncia di una ragazza di 18 anni, ha portato al fermo del fondatore di Facile.it (che dal 2014 non ha più ruoli nella società). Il 43enne, per il gip, avrebbe "agito prescindendo dal consenso della vittima, palesemente non cosciente per circa la metà delle 24 ore trascorse con lui". La squadra mobile milanese, coordinata dai pubblici ministeri Rosaria Stagnaro e Maria Letizia Mannella, ha scoperto che nella sua "Terrazza sentimento" si sarebbero tenute spesso feste a base di sesso e droga gratis. Per il gip quella di Genovese è una personalità "altamente pericolosa" abbia mostrato un "assoluto disprezzo per il valore della vita umana, soprattutto di quella delle donne".

La vittima l'ha implorato di fermarsi, inascoltata

Sempre stando alla ricostruzione del giudice, la 18enne a un certo punto della notte "ha ripreso un barlume di lucidità" e ha iniziato a opporsi e "implorare il suo aguzzino di fermarsi" ma "non è stata ascoltata dal carnefice che, imperterrito, ha proseguito nella sua azione violenta, continuando a drogarla e a violentarla".

Davanti al giudice, Genovese ha reso dichiarazioni spontanee. "Chiedo di disintossicarmi perché da quattro anni sono dipendente dalla cocaina. Quando sono sotto gli effetti della droga non riesco a controllarmi", ha detto l'imprenditore. Intanto una seconda ragazza si è fatta avanti spiegando di essere stata vittima di un episodio simile la scorsa estate.