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Coronavirus
28 Luglio 2021
17:38

Al Niguarda viene sequenziato il Covid: “Solo la vaccinazione evita la formazione di nuove varianti”

“Perché non ci siano varianti – continua il professore – il virus non dovrebbe replicarsi. Per non farlo replicare, ci sono due vie: non infettarsi o vaccinarsi. La vaccinazione protegge dalla replicazione virale e quindi protegge anche dallo sviluppo di varianti”. A dirlo a Fanpage.it è il dottor Francesco Scaglione, direttore del laboratorio di analisi chimico cliniche e di microbiologia dell’ospedale Niguarda di Milano dove vengono sequenziati i tamponi per trovare le varianti del Covid.
A cura di Filippo M. Capra
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Il laboratorio di analisi chimico cliniche e di microbiologia dell'ospedale Niguarda di Milano, diretto dal dottor Francesco Scaglione, analizza i tamponi risultati positivi al Covid e li sequenzia. L'importante lavoro svolto all'interno del nosocomio milanese risulta fondamentale per individuare tutte le varianti in circolazione e per capire come si diffondono sul territorio. Fanpage.it è potuta entrare nel laboratorio per farsi spiegare come funziona il lavoro degli esperti.

Cosa significa sequenziare un genoma

Una delle biologhe del laboratorio del Niguarda, la dottoressa Diana Fanti, spiega che "come già successo in Gran Bretagna, ora è la variante Delta quella che circola di più", stando ai dati di metà luglio 2021. Ma cosa vuol dire sequenziare un genoma? Lo spiega il professor Scaglione dicendo che l'operazione consente di "andare a vedere tutti i geni di questo virus e vedere se ci sono delle mutazioni rispetto al ceppo originario o ad un'altra variante". Solitamente, aggiunge poi il dottor Scaglione, i virus mutano. Solitamente "un virus infetta un organismo si replica in milioni e milioni di particelle virali. La mutazione, però, può dare al virus la capacità di infettare più velocemente, come è capitato con la variante Delta".

Tutti i laboratori d'Italia immettono i dati in un'unica piattaforma

La dottoressa Fanti, poi, aggiunge che durante il processo di sequenziamento, "quando l'eventuale Rna presente si amplifica in tante copie, questo acido nucleico viene frammentato in modo da poter essere letto da uno strumento che dopo 17-18 ore di lavorazione riesce ad elencare tutti gli amminoacidi presenti". Una volta avuti i risultati, "li immettiamo in una piattaforma nazionale in cui tutti i laboratori mettono le loro sequenze. È molto importante perché così si vedono eventuali nuove varianti presenti sul territorio".

In Lombardia sequenziati tutti i tamponi positivi

Il primo a dare un'accelerata al sequenziamento del Covid è stato il Regno Unito, con l'Italia un po' rallentata. Ora, però, come spiegato dal dottor Scaglione, "in Lombardia noi sequenziamo tutti i tamponi positivi", che in questo momento riguardano principalmente la popolazione più giovane e quella non vaccinata. "Perché non ci siano varianti – continua il professore – il virus non dovrebbe replicarsi. Per non farlo replicare, ci sono due vie: non infettarsi o vaccinarsi". "La vaccinazione", conclude Scaglione, "protegge dalla replicazione virale e quindi protegge anche dallo sviluppo di varianti. I due milioni di over 70 che non si sono voluti vaccinare sono a rischio".

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