"Crediamo che la cittadinanza onoraria abbia senso se la città che la concede ha avuto una parte anche piccola nel percorso di vita di una persona": a dirlo è Paolo Rosa sindaco di Adro, comune in provincia di Brescia, che con queste parole ha negato la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre. Un rifiuto che ha generato diverse polemiche e scontri.

Il sindaco: "Non avrebbe senso tracciare un legame che non c'è mai stato"

A ottobre infatti, in vista della Giornata della Memoria, l'Anpi locale aveva proposto la cittadinanza onoraria alla senatrice testimone della Shoah. Proposta rifiutata con fermezza dal sindaco leghista che in una lettera indirizzata all'associazione ha risposto: "Non abbiamo avuto la fortuna di incrociare la nostra storia con quella di una persona che è integerrima e portatrice di valori, ma con la quale non avrebbe molto senso tracciare un legame che non c'è mai stato". Per il sindaco la cittadinanza onoraria non è il solo modo in cui esprimere ammirazione verso qualcuno: "Siamo certi che troverete un modo più appropriato per rendere onore alla Signora che anche noi stimiamo per la sua attenzione verso la formazione dei giovani ai valori". Immediate le repliche della stessa Anpi: "Hanno intitolato un polo scolastico a un ideologo della Lega, Gianfranco Miglio, che nulla ha a che vedere con la storia adriense: che differenza c'è con la nostra proposta?", spiega il presidente Gualtiero Tonoli. Undici anni fa inoltre, per l'inaugurazione della nuova scuola, il plesso scolastico comunale era stato ricoperto di simboli del Sole delle Alpi riportato su tante bandiere leghiste. Una scelta che aveva destato scalpore e critiche.

Anche Sesto San Giovanni aveva negato la cittadinanza onoraria alla senatrice

La stessa motivazione era stata data il 20 novembre 2019 dal forzista Roberto Di Stefano sindaco di Sesto San Giovanni, comune in provincia di Milano. Anche allora alcuni esponenti del Movimento 5 stelle avevano proposto la cittadinanza onoraria alla Segre. Anche allora il primo cittadino aveva affermato che la proposta fosse fatta solo a scopo strumentale e che la senatrice non avesse nulla a che fare con la storia del loro comune. Anche all'epoca erano state diverse le proteste: "Asserire che Liliana Segre non ha alcun legame con Sesto San Giovanni è ridicolo considerato che la Senatrice è iscritta all’Aned, associazione degli ex deportati, attiva sul nostro territorio dagli anni Cinquanta", aveva detto Maria Pagani, esponente del Partito democratico.