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Accusato dell’omicidio di Cosimo Errico, rimane in carcere per quasi 2 anni da innocente: risarcito con 134mila euro

Surinder Pal è stato risarcito con 134mila per ingiusta detenzione. Il 63enne era stato accusato dell’omicidio di Cosimo Errico, ma è stato assolto in via definitiva. Rimane senza nome l’assassino del professore bergamasco.
A cura di Enrico Spaccini
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Cosimo Errico
Cosimo Errico

Per 569 giorni Surinder Pal è rimasto in carcere, come misura cautelare, perché accusato dell'omicidio di Cosimo Errico, il docente 58enne dell'istituto ‘Natta' di Bergamo ucciso il 3 ottobre 2018 a Entratico (in provincia di Bergamo). Dopo essere stato assolto in primo e secondo grado, e dopo che la sentenza è diventata definitiva senza alcun ricorso in Cassazione, l'ormai 63enne indiano ha ricevuto circa 134mila euro per ingiusta detenzione. Il responsabile dell'omicidio di Errico, invece, non ha ancora un nome.

L'omicidio irrisolto di Cosimo Errico

Errico era stato ucciso il 3 ottobre 2018 nella sua ‘Cascina dei fiori‘ a Entratico. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, il 58enne era stato ucciso con 23 coltellate e il suo corpo dato alle fiamme. Per la Procura, il responsabile dell'omicidio doveva essere qualcuno che conoscesse la fattoria, perché aveva staccato la corrente e usato una tanica di benzina presa dal retro dello stabilimento. Inoltre, sul pavimento era stata trovata l'impronta di una scarpa con la ‘C' di Carrera sulla suola, proprio come quelle che Errico era solito regalare ai suoi lavoratori.

Per questo motivo, i sospetti ricaddero su Pal. A quel tempo, il 63enne di origine indiana lavorava per Errico e aveva problemi di alcol. Secondo gli investigatori, quel giorno dopo il turno di lavoro Pal sarebbe tornato in cascina per cercare denaro. Errico lo avrebbe scoperto portare via 632 euro e lui lo avrebbe aggredito. Dopodiché, il 63enne sarebbe tornato nella casa che condivideva con un connazionale (accusato di favoreggiamento, poi assolto). La pubblica accusa aveva chiesto per Pal la condanna a 24 anni per omicidio in primo grado e poi all'ergastolo in secondo grado.

L'assoluzione definitiva e il risarcimento

Per la Corte d'Assise, però, non c'erano prove della colpevolezza di Pal: nessuna traccia di Dna, nessuna traccia di sangue. Il 63enne non rispose davanti al giudice per le indagini preliminari, ma facendosi interrogare dalla pm Carmen Santoro si dichiarò innocente. Pal è rimasto in carcere dall'aprile del 2020 al 25 ottobre 2021, quando i giudici di Bergamo lo hanno assolto per insufficienza di prove. Sentenza poi confermata in Appello e non più contestata.

Una volta diventata definitiva l'assoluzione, l'avvocato Michele Agazzi ha presentato istanza per il riconoscimento della riparazione per ingiusta detenzione. Secondo il legale di Pal, il risarcimento avrebbe dovuto essere di 150mila euro. nonostante l'opposizione del procuratore generale e del ministero della Giustizia, la Corte d'Appello ha riconosciuto l'ingiusta detenzione e disposto un risarcimento pari a 235,82 euro per ogni giorno di detenzione, quindi 134.181, 58 euro.

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