Venturi,
in foto: Venturi,

L'amministratore delegato di Diasorin spa e il presidente del Policlinico San Matteo di Pavia risultano indagati per l'ipotesi di reato di insider trading. A riportare la notizia dell'inchiesta che riguarda rispettivamente Carlo Rosa, ad della multinazionale farmaceutica con sede in provincia di Vercelli, e Alessandro Venturi, presidente dell'importante Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico), è stato Luigi Ferrarella sul "Corriere della sera".

Il test sierologico Diasorin-San Matteo è al centro di altre inchieste

A indagare sui due manager, ai quali è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini, è la procura di Milano. Secondo i pubblici ministeri Stefano Civardi e Giordano Baggio, sia Rosa sia Venturi avrebbero divulgato notizie privilegiate riguardo alla validazione del test diagnostico (il sierologico) per il Covid-19 che la Diasorin sviluppò proprio in collaborazione con il San Matteo di Pavia, una vicenda al centro tra l'altro di un'altra inchiesta per turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato e di un ricorso di una società concorrente al Tar che si è però risolto a favore del San Matteo e di Diasorin.

La difesa di Diasorin: la notizia era già stata data in tv

Adesso però i due manager devono fronteggiare una nuova accusa: e cioè quella di aver divulgato, prima del comunicato ufficiale al mercato datato 7 aprile 2020, la notizia della validazione dell'accordo. In questa maniera, sostengono i pm, le persone a cui i manager hanno divulgato le informazioni avrebbero speculato in Borsa comprando e vendendo azioni della multinazionale e ottenendo profitti complessivi di poco più di cinquemila euro. Le "prove" dell'insider trading sarebbero, secondo i pm, in alcuni messaggi contenuti nei telefonini sequestrati a settembre 2020 nel filone dell'inchiesta principale sull'accordo in sé: "Validato oggi" e "Se vuoi fare l’investimento che ti ho detto entro le 17.30" sono alcuni dei messaggi incriminati. Dalla Diasorin una portavoce ha però smentito la ricostruzione dei pm, spiegando che l'ad non avrebbe anticipato alcuna informazione privilegiata perché la notizia della validazione del test era stata comunicata in precedenza in alcune trasmissioni televisive.