A processo Andrea Ballarati, organizzatore del Remigration Summit: l’accusa è di incitamento all’odio razziale

Andrea Ballarati, attivista di estrema destra e organizzatore del Remigration Summit 2025 di Gallarate (in provincia di Varese), è stato rinviato a giudizio per incitamento all'odio e alla discriminazione razziale. Lo ha annunciato lui stesso con un video pubblicato sui propri canali social. Sono diverse le frasi che vengono contestate al 24enne dalla Procura di Como, tutte risalenti al 2023. Tra queste: "Le bande di immigrati mai integrati che dettano legge nelle nostre città sono la prova del fallimento dl progetto multiculturale". Ballarati ha spiegato di essere stato ascoltato dagli inquirenti già tre anni fa e che ora dovrà presentarsi in Tribunale.
Ex militante di Gioventù Nazionale (la sezione giovanile di Fratelli d'Italia), Ballarati nel 2022 si è avvicinato ai movimenti di estrema destra arrivando a diventare il portavoce del primo Remigration Summit europeo. Il convegno internazionale dell'ultradestra, voluto dall'attivista austriaco Martin Sellner, è andato in scena il 17 maggio 2025 al teatro Gassman di Gallarate. Come ricostruito da Fanpage.it, all'evento hanno preso parte circa 400 tra attivisti, militanti e simpatizzanti dell'alt-right. Tra questi, c'erano i tedeschi di Alternative für Deutschland, i portoghesi di Chega!, gli esponenti del movimento neofascista finlandese Sinimusta Liike, poi ancora australiani e statunitensi.
Con il termine "remigrazione" si intende l'espulsione in massa di stranieri, siano essi regolari o irregolari. Dai movimenti di estrema destra viene utilizzato per proporre, di fatto, la deportazione delle persone non bianche residenti in Europa. La parola "remigrazione" è stata portata nel dibattito pubblico da partiti come la Lega di Matteo Salvini, ma Ballarati ne rivendica l'importazione in Italia nel 2023.
Secondo Ballarati, l'indagine della Procura di Como per incitamento all'odio e alla discriminazione razziale riguarderebbe proprio la sua attività di propaganda della remigrazione in Italia. Il 24enne ha, poi, mostrato nel video in cui ha parlato del rinvio a giudizio alcune delle frasi che gli inquirenti gli starebbero contestando: "Le bande di migranti mai integrate che ora governano le nostre città sono la prova del fallimento del progetto multiculturale", poi ancora: "Invitiamo i veri italiani a ribellarsi", "è il momento di scegliere da che parte stare" e "Francia, Svezia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e molti altri Paesi sono ormai sul punto di essere composti in gran parte da migranti, è giunto il momento di reagire e combattere, non c'è più tempo, una parola sola: agire!".