Strage di Paderno Dugnano

A 17 anni uccide i genitori e il fratellino con 108 coltellate: chiesti 20 anni per l’autore della Strage di Paderno

La Procura ha chiesto 20 anni di reclusione per il 17enne accusato di triplice omicidio pluriaggravato per aver ucciso con 108 coltellate il padre, la madre e il fratellino di 12 anni nella loro villetta a Paderno Dugnano nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre 2024. La difesa ha chiesto il proscioglimento per incapacità totale. La sentenza questo pomeriggio.
A cura di Giulia Ghirardi
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La Procura per i minori di Milano ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione (il massimo della pena, 30 anni, scontata di un terzo per il rito abbreviato) per Riccardo C., il 17enne accusato di triplice omicidio pluriaggravato per aver ucciso con 108 coltellate il padre, la madre e il fratellino di 12 anni nella loro villetta a Paderno Dugnano, nel Milanese, nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre 2024. Per la Procura le aggravanti, compresa quella della premeditazione, devono prevalere sul vizio parziale di mente accertato da una perizia sul ragazzo, ora 18enne. La difesa ha chiesto il proscioglimento per incapacità totale. La sentenza è attesa questo pomeriggio, venerdì 27 giugno.

Cosa dice la perizia psichiatrica sul 17enne

La perizia psichiatrica era stata disposta dalla gip del Tribunale per i minorenni di Milano, Laura Pietrasanta, ed era poi stata eseguita dallo specialista in psichiatria e in criminologia clinica, Franco Martelli. L'esperto aveva stabilito che il 17enne (oggi 18enne) fosse soltanto parzialmente capace di intendere e di volere al momento dei fatti poiché "viveva tra realtà e fantasia, voleva rifugiarsi in un mondo fantastico e per raggiungerlo era convinto di doversi liberare di tutti gli affetti". Esiti poi confermati anche davanti alla gip e ai consulenti dei pm Sabrina Ditaranto ed Elisa Salatino e della difesa, con il legale Amedeo Rizza.

"Volevo cancellare tutta la mia vita di prima, mi sentivo un estraneo. Non ce l'avevo con loro", aveva già messo a verbale il ragazzo, portando allo scoperto un suo "malessere" che durava da tempo, e che si sarebbe acuito soprattutto in estate. "Volevo essere immortale, uccidendoli avrei potuto vivere in modo libero", aveva detto ancora il 17enne. Una spiegazione, a livello di analisi psichiche e psicologiche, a quella strage che è sempre rimasta – di fatto – senza un vero movente.

La richiesta della procura: 20 anni di carcere

Oggi, venerdì 27 maggio, il ragazzo andrà a processo con l'accusa di triplice omicidio volontario pluriaggravato. La Procura per i minori di Milano ha chiesto una condanna a 20 anni di reclusione – il massimo della pena, 30 anni, scontata di un terzo per il rito abbreviato – per il 17enne per aver ucciso con 108 coltellate il padre, la madre e il fratellino di 12 anni nella loro villetta a Paderno Dugnano. Per la Procura le aggravanti, compresa quella della premeditazione, devono prevalere sul vizio parziale di mente accertato dalla perizia sul ragazzo, ora 18enne. Al contrario, il difensore Amedeo Rizza ha chiesto il proscioglimento per incapacità totale.

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