Lo aveva lasciato giocare nell'acqua della vasca da bagno con le sue due sorelle gemelle di due anni e si era allontanato per controllare il bucato in camera da letto per non più di 2 minuti. Quanto basta, a quanto pare, per una tragedia. Ad un certo punto Amy Rhodes ha sentito urlare e poi piangere: Oliver, il suo bimbo di 13 mesi, stava annegando. La donna ha subito tentato di effettuare una manovra di rianimazione, prima dell’arriva dei servizi di emergenza. Purtroppo non c’è stato molto da fare per salvare la vita al figlioletto. È successo lo scorso mese di giugno a Coningsby, nel Lincolnshire, in Inghilterra. La polizia ha aperto un’inchiesta sull'incidente e, secondo gli agenti, non verrà intrapresa alcuna azione nei confronti della donna.

La famiglia di Amy ha deciso di donare il cuore, i reni e il fegato del bambino nel tentativo di aiutare altri bambini. “Speriamo che porti la vita ad altri bambini. Questo è stato un tragico incidente e la famiglia dovrà convivere con esse per il resto della loro vita” ha detto il coroner del Lincolnshire, Marianne Johnson, durante un'inchiesta sulla morte di Oliver. “Non ci sono prove del fatto che Amy possa aver fatto annegare il figlio. Un bambino di quell'età potrebbe annegare in pochi secondi” ha spiegato Claire Rimmer della polizia del Lincolnshire. Oliver è stato portato prima al Pilgrim Hospital e poi al Queen's Medical Center (QMC) a Nottingham, ma non è stato possibile salvarlo. Su JustGiving è stata aperta una pagina per raccogliere fondi a favore degli stessi nosocomi. Oliver è morto a seguito di una lesione cerebrale dovuta all’annegamento, stando a quanto stabilito dall'inchiesta.