La leggenda di Babbo Natale non morirà mai: è uno dei simboli più apprezzati e amati delle feste, protagonista indiscusso dei pensieri e delle lettere di milioni di bambini in tutto il mondo. Ma se la leggenda è immortale, l’uomo che l’ha fatta nascere non lo era. Non aspettatevi però di trovare la sua tomba nella fredda Lapponia, magari circondata di elfi magici: stando alle ultime scoperte archeologiche si troverebbe invece in Turchia, nella più mite provincia di Antalya. Una scoperta che ci dice di più sul personaggio nascosto dietro Santa Claus e sulla sua storia.

La vita di san Nicola e la “nascita” di Babbo Natale

"La vocazione di San Nicola", Fra Angelico (1437), Musei Vaticani, Roma.
in foto: "La vocazione di San Nicola", Fra Angelico (1437), Musei Vaticani, Roma.

Esistono moltissime storie legate alla figura di Babbo Natale, ma tutte hanno origine da un personaggio realmente esistito vissuto a cavallo del III e IV secolo dopo Cristo: si tratta di san Nicola, vescovo di Myra, l’antica provincia bizantina oggi conosciuta come Demre e situata in Turchia. Una figura importante sia nel culto cattolico che in quello ortodosso, San Nicola ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione del culto cristiano nelle province dell’Impero: a causa della sua attività di predicazione e conversione passerà anche diversi anni in prigione, lontano dal proprio Paese.

La sua figura è tradizionalmente associata a numerosi miracoli che avrebbe compiuto a favore dei più poveri e deboli, soprattutto bambini: celebre è la leggenda che racconta di come avrebbe salvato tre giovani donne dalla prostituzione “regalando” loro una cospicua dote per trovare marito, così come quella in cui San Nicola avrebbe letteralmente riportato in vita tre fanciulli che erano stati brutalmente uccisi.  Protettore dei bambini e generoso dispensatore di doni: è in questo modo che, anche con il diffondersi del cristianesimo in Europa, san Nicola (chiamato anche Santa Claus) è divenuto il protagonista indiscusso del Natale.

Una tomba in Turchia: le ipotesi degli archeologi

Siamo abituati a pensare a Babbo Natale come ad un uomo rubicondo e barbuto vestito di rosso e circondato dalle nevi perenni della Lapponia: la simbologia di Santa Claus non potrebbe essere più lontana dal suo corrispettivo storico che, come sappiamo dalle fonti e dai reperti archeologici, era originario di una piccola città portuale sulla costa mediterranea della Turchia.

Girolamo Macchietti, "La carità di San Nicola" (1555), National Gallery, Londra.
in foto: Girolamo Macchietti, "La carità di San Nicola" (1555), National Gallery, Londra.

Ed è proprio dalla Turchia, questa volta da Demre, che viene l’ultima scoperta degli archeologi: grazie ad una nuova tecnologia che utilizza scanner ad altissima risoluzione gli studiosi hanno individuato quella che, stando alle ricostruzioni storiche, dovrebbe essere la cripta in cui venne sepolto san Nicola. Non solo una stanza vuota, bensì il luogo in cui, ancora oggi, riposerebbero le spoglie del santo. Un bel colpo per la storiografia ufficiale che vuole che le spoglie di Nicola siano state trasferite, nell'XI secolo, a Bari, città di cui è anche patrono.

La piccola chiesa della provincia di Antalya è storicamente riconosciuta come la prima tomba del vescovo ortodosso ed è meta, ogni anno, di migliaia di pellegrini. Fino ad ora però non esistevano notizie certe circa l’esistenza effettiva della cripta: alcuni mesi però tutto è cambiato, con l’individuazione di una camera sepolcrale che, per posizione e conformazione, potrebbe essere proprio quella di san Nicola. Gli archeologi non sono ancora riusciti a portarla alla luce, a causa della grande quantità di manufatti storici e di pavimentazioni pregiate che dovrebbero essere smantellate per far posto gli scavi: ma i lavori proseguono, e se dovessero andare a buon fine potrebbero cambiare la nostra conoscenza della storia di san Nicola. E di Babbo Natale, ovviamente.