
E' una lettera del Siulp, il Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia, a rendere noto ciò che accade alle persone di riferimento dei cani che vanno in pensione dopo anni di onorato servizio nelle Forze dell'ordine: rischiano di rimanere senza alcuna copertura sanitaria.
"Ci sono aspetti che toccano da vicino non solo la sfera professionale, ma anche quella umana e affettiva dei nostri colleghi delle Squadre Cinofili – scrive il sindacato nella nota – Come emerso da recenti e preoccupate segnalazioni, sembra profilarsi una situazione di incertezza riguardo all’erogazione dei rimborsi per le spese veterinarie sostenute per i cani riformati e adottati dai rispettivi conduttori, nonostante quanto espressamente previsto dal quadro normativo vigente … Questo sostegno economico, fondamentale per garantire una vecchiaia dignitosa a chi ha servito l’Amministrazione con fedeltà, appare oggi messo in discussione da difficoltà burocratiche o mancanze di fondi che, se confermate, graverebbero ingiustamente sui bilanci personali dei poliziotti".
I cani della polizia lavorano per gran parte della loro vita al fianco dei conduttori e svolgendo diverse attività: operazioni antidroga, ricerca di persone scomparse, rilevazioni antiesplosivo, controllo del territorio, ricerca cadaveri e molto altro. Una volta finita la "carriera", il pensionamento è un momento molto delicato della loro vita, considerando anche che non tutti continuano a stare poi con quella che è sempre stata la loro persona di riferimento, ovvero l'agente con cui hanno lavorato insieme.
Sul sito ufficiale della Polizia di Stato c'è una pagina dedicata agli animali con le informazioni relative alla possibilità di adottarne uno: "I cani della Polizia di Stato potranno essere ceduti a titolo gratuito a chi ne farà richiesta, per motivi affettivi e senza scopo di lucro – c'è scritto – La cessione dei quadrupedi potrà avvenire a beneficio del personale in servizio e in quiescenza della Polizia di Stato (con prelazione per i cinofili) o dell’Amministrazione Civile dell’Interno, che ne faccia esplicita richiesta. In via subordinata, è consentita la cessione alle Associazioni ONLUS no profit che tutelano i diritti degli animali o alle associazioni che promuovono la ‘pet-therapy', oltre che a privati cittadini, secondo le indicazioni di seguito riportate".
La possibilità che manchino i fondi per le cure veterinarie non è la prima volta che viene sollevata. Nel 2019 era stato un altro sindacato, il SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) a mettere in luce la problematica e nel 2020 il Governo aveva dato parere positivo all'erogazione di danaro pubblico per il sostegno alle famiglie con cani che avevano fatto parte della Polizia.