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Nasce al parco Natura Viva di Verona un coccodrillo nano africano: una specie in pericolo di estinzione

Un coccodrillo nano africano è nato al Parco Natura Viva di Verona: è più piccola tra le specie viventi di coccodrillo ed considerata a rischio estinzione dalla IUCN.

29 Aprile 2026
15:50
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Il piccolo coccodrillo nano nato al parco Natura Viva di Verona

Un uovo rotto, un cumulo di terra smossa e un'intuizione dello staff: così è nato il primo coccodrillo nano africano al Parco Natura Viva di Verona, uno dei bioparchi più grandi e importanti in Italia. Alla nascita il piccolo misurava appena 28 centimetri ed è venuto alla luce solo 24 ore dopo il ritrovamento del nido, nascosto con cura dalla madre.

Il coccodrillo nano africano (Osteolaemus tetraspis) è diffuso in Africa centrale e occidentale, è la più piccola specie di coccodrillo vivente ed è classificato come "Vulnerabile (VU)" nella Lista Rossa IUCN delle specie minacciate. Per questo ogni nascita, anche in cattività, è molto importante: contribuisce alla conservazione di una specie in pericolo di estinzione, mantenendo una popolazione sana anche al di fuori del suo habitat naturale.

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Il coccodrillo nano africano (Osteolaemus tetraspis) è la specie vivente più piccola ed considerata a rischio estinzione dalla IUCN

Tutto è iniziato però con un dettaglio apparentemente marginale: un uovo non fertile riportato in superficie dal maschio e accidentalmente rotto. Lo staff del parco ha così deciso di intervenire, dopo settimane di monitoraggio a distanza della femmina. Nei coccodrilli, infatti, la madre depone le uova e le ricopre di terra e vegetazione, restando poi nei paraggi del nido per tutta l'incubazione, che dura in media circa 100 giorni.

Quando i ricercatori hanno iniziato a scavare nel punto in cui la terra appariva smossa, non hanno però trovato nulla. È stato allora evidente che la femmina aveva messo in atto una strategia di difesa molto ingegnosa: un "depistaggio", creando un falso nido per confondere eventuali predatori. Individuato poi il punto di deposizione reale, è arrivata la scoperta: da un singolo uovo proveniva un verso, segno che il piccolo era pronto a nascere.

L’uovo è stato trasferito in incubatrice per essere monitorato in condizioni di maggiore sicurezza e dopo appena un giorno è poi avvenuta la schiusa di un piccolo già molto attivo, con occhi grandi tipici di questa specie e in grado di muoversi da solo, come è tipico di tutti i rettili. Le condizioni di temperatura e umidità del nido naturale erano in realtà già adatte allo sviluppo dell'embrione, ma lo staff ha scelto di intervenire comunque nelle fasi finali per evitare rischi e imprevisti.

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Il piccolo si trova ora in un habitat protetto, misura circa 40 centimetri di lunghezza e pesa quasi un chilo

Nei primi giorni di vita, il piccolo si è nutrito soprattutto di insetti, come grilli, per poi passare gradualmente a prede più grandi, come locuste e piccoli pesci. Oggi ha già raggiunto circa 40 centimetri di lunghezza e pesa quasi un chilo. Vive in un ambiente ricreato su misura, con acqua, rami e vegetazione che gli permettono di nascondersi e alterna momenti di attività a lunghe pause immobili tra le piante, proprio come farebbe in natura.

Quest'ultima nascita al parco Natura Viva dimostra quanto sia fortunatamente cambiato il ruolo degli zoo oggi, almeno nella maggior parte dei casi. Non più solo intrattenimento ed esposizione di animali, ma un ruolo importante anche nella tutela delle specie minacciate, seppur in cattività.

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